Alcune verità sul mercato delle valute forex, il tempo e l’adattabilità

Alcune verità sul mercato delle valute forex, il tempo e l’adattabilità

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Lavorare da Casa col Forex
Ultimo aggiornamento:
8 marzo 2013



Quando si vuole investire nel forex occorre considerare che non è una cosa che si può fare in pochissimo tempo. Spesso si legge che si può pensare di iniziare a guadagnare nel mercato delle valute con un’ora di lavoro a settimana o anche meno. La realtà è che è necessario investire molto tempo prima di diventare un professionista in grado di trarre molto reddito dal mercato delle valute. Se si riescono a trovare solo poche ore alla settimana da dedicare al Forex, probabilmente si dovrebbe rinunciare.

Imparare a diventare un trader profittevole in maniera costante è una cosa che richiede molto tempo. Bisogna essere pronti a mettere da parte alcune ore alla settimana per studiare di Forex. Secondo gli esperti, ci vogliono qualcosa come 10.000 ore di pratica per poter iniziare ad avere successo. Per diventare un professionista redditizio serve tanto, forse non 10.000 ore, ma sicuramente più di due ore alla settimana. La buona notizia è che una volta che si è capito come poter essere redditizi, è possibile ridurre i tempi di negoziazione a solo un paio d’ore a settimana, dunque si avrà a disposizione molto più tempo per fare altre cose.

Il mercato del Forex è in continua evoluzione e bisogna essere in grado di adattarsi. Se il mercato è in continua evoluzione, bisogna anche essere in grado di diventare un operatore in grado di apportare delle modifiche al volo al proprio sistema di trading e di adattarsi alle situazioni in corso. Quando il mercato fa qualche cosa di inaspettato, è necessario essere in grado di analizzare la migliore linea d’azione da poter fare e prendere una decisione in fretta.

Un buon metodo di trading si basa sul movimento dei prezzi, a patto che esso si adatti bene quando la negoziazione diventa difficile. L’adattamento è fondamentale per il successo, come vedremo nel prossimo articolo.

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