Banca d’Inghilterra

Banca d’Inghilterra

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Banche
Ultimo aggiornamento:
20 ottobre 2009



La Banca d’Inghilterra è la banca centrale del paese inglese e, nonostante il nome, è la banca centrale dell’intero Regno Unito, non solo del paese inglese. E’ stata creata nel 1694 e ed è stata posseduta da privati sin dalla sua fondazione e fino al 1946, anno in cui è invece stata nazionalizzata. Nel 1997 la Banca d’Inghilterra è diventata un organismo pubblico indipendente, controllato completamente dal governo inglese. La Banca d’Inghilterra ha la sua sede centrale a Londra, all’interno della City of London, il principale distretto finanziario dell’Inghilterra, sin dal 1734. Il governatore della banca è sir Edward George, nominato nel 2003.

Tra le varie funzione che la Banca d’Inghilterra ha, c’è anche quella dell’emissione di banconote. La banca ha il monopolio nell’emissione di carta moneta sia per l’Inghilterra che per il Galles, non anche per la Scozia e per il Nord Irlanda.

Altre funzioni molto importanti sono quelle relative al mantenimento della stabilità dei prezzi e del supporto alle politiche economiche del governo inglese, incluse anche la crescita economica del paese. Ci sono due principali aree all’interno delle quali la banca può operare per svolgere le sue funzioni: la stabilità monetaria e e la stabilità dei prezzi.

La stabilità dei prezzi svolge anche le funzioni di mantenimento dei prezzi e di contenimento dell’inflazione. La banca inoltre ha anche la funzione di decisione circa i tassi di interesse, decisione che prende il Monetary Policy Committee attraverso una strategia operativa e finanziaria.

La Banca d’Inghilterra ha anche una serie di istituzioni al suo interno per assicurare la stabilità monetaria e finanziaria. HM Treasury, il dipartimento responsabile della politica economica e finanziaria, la Financial Services Authority, un corpo indipendente che regola i servizi finanziari alle industrie ed altre organizzazioni bancarie che hanno lo scopo di aumentare l’internazionalità del sistema finanziario inglese.

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