BCE e tassi di interesse, funzionerà il taglio?

BCE e tassi di interesse, funzionerà il taglio?

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute
Ultimo aggiornamento:
7 novembre 2013



L’evento principale di oggi sono i verdetti della politica della BoE e della BCE. Sul lato BoE, ci aspettiamo un mantenimento dello status quo, con il tasso di politica che rimarrà stabile allo 0,50% e che la BoE decida di non variare gli acquisti di 375 miliardi di sterline. Per quanto riguarda la BCE, tuttavia, un numero crescente di analisti si aspettano che la banca possa tagliare il tasso di rifinanziamento dallo 0,50% al minimo storico del 0,25% (anche se questo non è il consenso per la riunione di novembre). A nostro avviso, la probabilità di un taglio di tasso è bassa data la delicatezza della situazione economica della zona euro. In effetti, le pressioni al ribasso di montaggio nell’inflazione della zona euro sono un buon motivo per aspettarsi un taglio dei tassi dalla BCE al fine di aumentare la liquidità e il CPI.

Taglio di tassi BCE, funzionerà?

Eppure le letture PMI rimangono sostenute ai più alti livelli dallo scorso anno, nonostante l’ alto tasso di disoccupazione per tutta la zona euro. Anche se ci aspettiamo che la BCE taglierà i tassi prima della fine dell’anno, dubitiamo dell’efficacia di tale mossa politica. In effetti, la BCE ha tagliato il tasso ad aprile dallo 0,75 % allo 0,50%, cosa che ha avuto un impatto a breve termine sulle figure CPI. Ricordiamo che da aprile a giugno il CPI è avanzato da 1,2% a 1,6 %, poi è regredito in maniera aggressiva per colpire lo 0,7 % nel mese di ottobre. Crediamo che non vi sia alcun motivo che un nuovo taglio dei tassi possa funzionare meglio questa volta. Finché il problema di base resta, la liquidità e il CPI rischiano di restare sotto pressione.

Inoltre, la BCE è guidata dall’ombra della vecchia Bundesbank, che vive nella paura dell’instabilità e abbiamo il sospetto che un tasso dello 0,25% è troppo basso dal punto di vista della Germania. E, infine, i tassi più bassi significano un più ristretto margine di manovra per la BCE in futuro, tali da poter obbligare la banca centrale dia sospendere l’uso del tasso di interesse come strumento.

Dati USA da tenere d’occhio

Gli Stati Uniti pubblicheranno i dati del Q3 con anticipo, tra cui la crescita annualizzata del PIL trimestrale. L’economia degli Stati Uniti è destinata a crescere del 2,0% nel terzo trimestre, dato inferiore al 2,5 % nel 2 ° trimestre. In effetti, la revisione al ribasso delle cifre del Q3 sono quasi sorprendenti, dato il deterioramento dei posti di lavoro di settembre.

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