Bernanke: perché proprio oggi parla di uscita dal QE?

Bernanke: perché proprio oggi parla di uscita dal QE?

Scritto da:
The Economist
Categoria:
FED
Ultimo aggiornamento:
20 giugno 2013



Ben Bernanke ha spaventato ieri confermando che la Federal Reserve si appresta ad uscire dal suo QE, acronimo di quantitative easing. Dopo le parole di Bernanke il mercato azionario è in calo, ma c’è da dire che una diminuzione del mercato azionario del 1,5 per cento non è nulla di cui preoccuparsi considerando che nel corso degli ultimi due anni il Dow è salito di oltre il venticinque per cento. La domanda è “perché Bernanke ha scelto proprio questo momento per segnalare che la Fed si appresta a uscire dal QE”.

La situazione attuale degli USA mette in evidenza che la politica fiscale agisce come un freno per l’economia, che la crescita del PIL è ancora piuttosto modesta e che la disoccupazione è ancora al di sopra del 7,5 per cento, valore oltre il quale, di norma, la banca centrale USA dà maggior aiuto all’economia. Ieri Bernanke ha detto che se l’economia dovesse evolversi come da previsioni, la sospensione graduale dell’allentamento quantitativo inizierà entro la fine dell’anno e il programma sarà chiuso entro la metà del prossimo anno.

Perché, dunque, la Fed prepara a stringere la sua politica? L’unico dubbio, è che, in realtà, non lo farà. Il tasso di interesse dei fondi federali è prossimo allo zero e continuando ad acquistare titoli a un tasso ridotto la banca centrale avrà ancora un atteggiamento molto espansivo. Questo è quello che Bernanke ha sostenuto ieri. Tecnicamente è vero, ma egli ignora l’impatto delle sue dichiarazioni su Wall Street. Il modo in cui funziona il quantitative easing è semplice: dà una spinta ai mercati e mette pressione al ribasso sul dollaro. Ora che gli investitori sanno che la politica di espansione potrebbe probabilmente volgere al termine l’anno prossimo, la news potrebbe portare ad un forte calo del mercato azionario e d un aumento considerevole dei tassi ipotecari. Se una di queste due cose dovesse accadere, allora le previsioni di una più rapida crescita nella seconda metà di quest’anno e nella prima metà del prossimo anno potrebbero rivelarsi troppo ottimistiche.

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