Cameron: possibile in futuro una nuova integrazione con la zona euro

Il Regno Unito vede il sindacato bancario e una più profonda integrazione della zona euro come la possibilità di rinegoziare il proprio stato all’interno dell’Unione, secondo il primo ministro David Cameron. Parlando nel corso di una conferenza stampa tenuta ieri in occasione del Consiglio europeo, egli ha sottolineato che approfondire l’integrazione con la zona euro dei 17 stati potrebbe anche cambiare la natura del comportamento della Gran Bretagna nell’Unione europea.

Cameron ha aggiunto che il nuovo quadro di vigilanza, insieme ad un meccanismo di risoluzione comune dei problemi delle banche, sarebbe un grande cambiamento per l’UE. Mano a mano che la zona euro si integra, ci sono delle nuove opportunità per un nuovo insediamento della Gran Bretagna, anche se ovviamente questi cambiamenti dovranno poi essere decisi da un referendum.

Tuttavia, Cameron ha insistito sul fatto che non si sarebbe tirato indietro relativamente al ritiro del Regno Unito dall’Unione europea, pur considerando che lasciare l’UE non è negli interessi nazionali del paese, dato che non bisogna dimenticare che la Gran Bretagna è una nazione commerciale e che circa il 50 per cento del commercio che si fa è fatto verso l’Unione europea.

I commenti di Cameron sono solo l’ultimo segnale che vede il Regno Unito verso una possibile e maggiore integrazione nella zona euro, con la possibilità di allentare il rapporto con l’Unione europea stessa. La scorsa settimana, il ministro degli interni Theresa May ha confermato che il Regno Unito avrebbe utilizzato il suo diritto in base al trattato di Lisbona di veto, in materia di giustizia e di affari interni.

Come sempre la situazione rimane costante tra Regno Unito e zona euro, con il paese inglese che pensa, prima di tutto, ai suoi interessi nazionali. In ogni caso, una futura integrazione del paese in UE potrebbe essere vista positivamente dai mercati.

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