Che 2012 è stato per l’euro?

L’euro è sopravvissuto un altro anno anche se erano in molti, ad inizio 2012, a scommettere sulla sua fine. Questo è stato l’anno in cui l’euro è stato finalmente condannato, quando i governi della zona euro non riuscivano a dare fiducia ai mercati e l’anno dei “vertici di ultima istanza”. E’ stato anche l’anno in cui il mercato avrebbe finalmente precluso su Grecia, Spagna e Italia. Il 2012 è stato l’anno in cui le contraddizioni al cuore dell’euro, una moneta unica senza una economia singola o senza uno scopo politico unico, oltre che senza una “vera” banca centrale, avrebbe fatto a pezzi l’economia mondiale facendo cadere il mondo in un contesto economico glaciale.

Nel mese di giugno, Soros aveva detto che l’euro avrebbe avuto “solo pochi giorni di vita”. A sorpresa di molti, la nostra valuta è ancora qui. Nel 2012, il nuovo governatore della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha scoperto che Francoforte ha avuto delle risorse finora insospettate e dei poteri autonomi utili per salvare le banche dell’area euro. In altre parole, la BCE ora afferma il diritto ad una forma di Quantitative Easing come quelle distribuite dalla Bank of England e dalla Federal Reserve. Dall’inizio della crisi della zona euro, nel corso del 2010, i mercati sono stati spinti principalmente con tagli alle spese e aumenti delle tasse. Le innovazioni di Draghi hanno invece contribuito a muovere i primi passi per vincere la battaglia contro la crisi dell’euro.

Le domande a lungo termine restano ovviamente ancora senza risposta: l’euro potrà sopravvivere? E’ una domanda a cui nessuno può rispondere con certezza, soprattutto considerando che nel corso del prossimo futuro potrebbero esserci degli imprevisti, sia positivi che negativi, che potrebbero pesare in maniera notevole sulla nostra moneta e sulla nostra zona economica, che comunque rimane ancora globalmente fragile. Per questo motivo occorre stare attenti.

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