Cina, l’ottimismo vola

Cina, l’ottimismo vola

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
30 maggio 2013



Gli analisti hanno messo in evidenza che ci si potrebbe trovare di fronte ad un rallentamento senza precedenti dell’economia cinese, avvertendo che il paese potrebbe vedere il suo più lento tasso di crescita da oltre 20 anni. Nonostante questo, secondo un recente sondaggio, l’88 per cento dei cinesi intervistati ha dichiarato di sentirsi bene a livello economico. Il sondaggio ha riscontrato come otto su 10 cinesi pensano che lo stato della loro economia migliorerà il prossimo anno.

Da dove arriva questo ottimismo economico senza limiti? Sicuramente non dalle notizie economiche provenienti dal paese in questi giorni, che si sono concentrate in gran parte sul nervosismo dei mercati azionari, sui cali di produzione e sulle incerte politiche di crescita. Sembra infatti che la Cina abbia terminato la sua fase di crescita elevata e che oggi sta diventando meno “emergente” e più stabilita, con un tasso di crescita più lento ma più costante.

Naturalmente, il “boom” economico cinese è stato molto forte soprattutto per la classe media, dato che è maggiore la prosperità. Secondo alcuni cinesi, infatti, fino a 15 anni fa, nessuno aveva la macchina, mentre ora ce l’ha più di qualcuno. Così, mentre le notizie economiche dalla Cina potrebbero preoccupare gli investitori, sembra che non lo facciamo con i cinesi stessi.

La maggior parte dei mercati emergenti seguono l’esempio ottimista della Cina, probabilmente per ragioni analoghe. Più della metà delle persone che sono state intervistate nel corso dello stesso sondaggio in Malesia, in Brasile, in Cile, in Turchia ed in Sud Africa, pensano che la loro economia personale vada bene.

Forse non sorprende, al contrario, che la visuale dal punto di vista dalle economie avanzate sia meno rosea.. In media, meno di una persona su quattro, in tali economie, pensa che le cose stiano andando bene. La prospettiva è particolarmente grave nei paesi più deboli d’Europa, Grecia, Italia e Spagna, dove più del 95 per cento degli intervistati ha detto che l’economia è povera e in pochi pensano che la loro situazione personale possa migliorare il prossimo anno.

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