I commercianti si concentreranno sull’Asia all’inizio del 2014

I commercianti si concentreranno sull’Asia all’inizio del 2014

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute
Ultimo aggiornamento:
3 gennaio 2014



I mercati hanno aperto il 2014 in maniera calma, come avevamo anticipato e non ci aspettiamo molto dall’azione dei prezzi oggi. La mancanza di un serio flusso di notizie e dei trader che sono ancora in vacanza manterrà l’azione dei prezzi contenuta. I mercati azionari globali sono scambiati con cautela (il Nikkei è chiuso fino a lunedì), nonostante i rendimenti del Tesoro USA siano in calo (i rendimenti a 10 anni sono al 3,02 %). Dopo che le azioni hanno avuto il migliore anno dal 2009, i deboli dati cinesi hanno fornito un tono singolarmente negativo per il nuovo anno.

Tutte le attenzioni verso la Cina

Il dato ufficiale del PMI manifatturiero della Cina, 51,0 contro 51,2 di previsione, fa segnare il primo calo da giugno 2013. I dati alla base della relazione illustrano una certa debolezza e suggeriscono un rallentamento della crescita nel mese di dicembre 2013 e nel Q1 del 2014. Sembra che l’Asia sarà fondamentale per la prima parte del nuovo anno. Con la BCE che tiene la politica monetaria costante e la Fed che lentamente sta assottigliando il suo acquisto di asset, l’attenzione si è spostata verso la Cina e verso la politica forex in Asia.

Cina, i prestiti bancari

La scorsa settimana la Corte dei Conti in Cina ha segnalato che i livelli del debito pubblico erano gestibili, tuttavia la velocità di accumulo del debito pubblico locale è molto elevata. Mentre delle regole più severe sui prestiti bancari sono state messe in atto, i nuovi regolamenti hanno fatto ben poco per fermare l’indebitamento a livello locale. Ciò pone evidentemente il governo in una situazione difficile, dato che delle norme più rigide saranno emanate ben presto e richiederanno un certo pedaggio su investimenti e crescita.

La guerra di valute nel 2014

La seconda questione alla ribalta è la rapida discesa dello yen. Cerchiamo di non accantonare il termine “guerra delle valute”, non ancora. La politica monetaria, fiscale e strutturale senza precedenti nota come Abenomics sta chiaramente lavorando per l’economia giapponese. Stiamo assistendo ai dati economici che migliorano e alla valuta JPY che si trova ai minimi contro la maggior parte delle valute. Ora stiamo iniziando a sentire ruggire anche dalla Cina e dalla Sud Corea. La Cina ha dichiarato che “la politica del Giappone influenzerà la Corea del Sud e la Cina, e deve pertanto essere strettamente monitorata”. La dichiarazione non è riuscita a generare attenzione o un eccessivo movimento di mercato dato che la maggior parte dei partecipanti sono ancora in vacanza. Una cosa è certa, l’attuale tregua potrebbe presto finire.

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