Conoscere gli indicatori di volatilità del forex

Conoscere gli indicatori di volatilità del forex

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Forex
Ultimo aggiornamento:
28 giugno 2011



Ogni passo che si fa nel trading sul mercato forex comporta alcune logiche, presentando alcune ragioni che aiuteranno nella scelta del proprio operato di trading. Ci sono alcuni strumenti e software che danno dei segnali interessanti da usare, essi sono comunemente noti come indicatori.

Sappiamo che il mercato del forex è volatile e ha bisogno di essere osservato con attenzione. Per poter fare questo nel modo migliore possibile si possono usare alcuni indicatori speciali, noti come indicatori di volatilità. Quello che tali indicatori ci permettono di conoscere è la dimensione della volatilità e il suo impatto sul prezzo delle valute.

Ogni mercato ha dei periodi di bassa e di alta volatilità. Tali periodi formano un modello di onda che si muove secondo un andamento continuo tra bassa e alta volatilità. Gli indicatori di volatilità del mercato delle valute analizzano la forza delle azioni di prezzo per esaminare il sistema commerciale. Se il risultato degli indicatori di volatilità indica che c’è una bassa volatilità, allora questo significa che il mercato è carente di azioni di prezzo e interessi. Questo significa anche che il mercato attualmente è in una fase di riposo, ma allo stesso tempo si prepara per la prossima mossa.

E’ noto che la variazione della volatilità del forex è direttamente proporzionale alla variazione dei prezzi. La volatilità del mercato delle valute si basa anche sul fatto che la bassa volatilità rimane per un periodo di tempo più lungo rispetto alla elevata volatilità.

Parlando di volatilità del mercato, è importante anche conoscere qual’è la metodologia che usano gli indicatori di volatilità del mercato per farci capire in che momento ci troviamo. La base degli indicatori di volatilità è composta solitamente dall’Average True Range, dalla larghezza delle bande di Bollinger e dall’indicatore di volatilità di Chaikin, che andremo a vedere nel prossimo articolo.

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