Cosa accade se la Grecia va in default?

La Grecia dovrebbe annunciare un accordo con i creditori del settore privato, che vedrà almeno la metà del valore dei suoi debiti cancellati. Tale accordo è probabile proprio per evitare che il paese vada in default, anche se questo potrebbe significare diverse cose.

Le tre grandi agenzie di rating, ovvero Fitch, Moody e Standard & Poor, hanno declassato la Grecia nello scorso mese di luglio, dopo che il piano di riconversione del debito è stato svelato, assegnandole uno status altamente speculativo e avvertendo che delle perdite per i creditori privati ​​implicherebbero un default. Al momento Fitch ha il debito della Grecia a CCC, S & P lo ha a CC e Moody lo ha a Ca.

Fitch e S & P fanno una distinzione tra un default selettivo, o limitato, in cui un mutuatario smette di produrre interessi e quote di capitale su alcuni debiti, e una vera e propria incapacità o rifiuto di rimborsare i creditori. Gli operatori del mercato spesso fanno delle distinzioni simili, soprattutto quando si parla di default ordinato o disordinato, soft o hard, gestito o disordinato.

Le agenzie di rating hanno detto che uno scambio di debito in base al quale i creditori avrebbero delle perdite, siano esse volontarie o meno, sarebbe un default selettivo. S & P ha detto lo scorso a luglio che avrebbe rivisto il rating sovrano della Grecia quando ci sarebbe stata una qualsiasi ristrutturazione del debito, con i titoli che sarebbero scesi alla lettera D, il rating più basso in assoluto, che denota un default.

L’analista di Fitch per la Grecia, Paul Rawkins, ha detto la scorsa settimana che la Grecia potrebbe avere un default ristretto. Moody non fa invece una distinzione simile, ma il suo punteggio di C implica un default con poche prospettive di recupero del capitale o interessi.

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