Cosa c’è di sbagliato con il CPI svizzero?

Cosa c’è di sbagliato con il CPI svizzero?

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute
Ultimo aggiornamento:
12 febbraio 2014



In Svizzera, la morbidezza nelle letture del CPI continua sollevare dubbi sul fatto che questi numeri siano garantiti dalla giusta interpretazione. Data la politica monetaria ultra-loose della BNS, è abbastanza sorprendente rilevare un calo di tendenza dei prezzi al consumo. La newsletter di oggi andrà a scavare nel mercato svizzero per capire la debolezza dei prezzi al consumo e l’ossessione della BNS per la forza del franco, nonostante il quadro allarmante. L’inflazione svizzera sta davvero ristagnando o la misura del CPI omette degli input importanti?

Svizzera e inflazione

L’inflazione svizzera è stata da piatta a negativa nella lettura di gennaio. I prezzi al consumo sono diminuiti al ritmo del -0,3% a gennaio (rispetto al -0,2% di un mese fa), mentre il CPI anno su anno è rimasto invariato allo 0,1%. I numeri armonizzati della UE hanno mostrato un più veloce calo dei prezzi al consumo in Svizzera, con il -0,6% in calo mese su mese.

Mentre i prezzi del carrello del consumatore più morbidi sono a favoreve della politica monetaria ultra-espansiva della Banca nazionale per combattere la forza del CHF, il mercato immobiliare è ancora un problema importante, ingiustificabilmente lasciato da parte. Infatti, i più elevati prezzi degli immobili e degli affitti inevitabilmente pesano sul budget dei consumi privati​​. Non c’è da stupirsi della dissolvenza del CPI, dato che il potere d’acquisto dei cittadini svizzeri si indebolisce a causa dei prezzi elevati dei canoni di locazione della casa.

Svizzera e referendum

Il referendum di domenica che limita l’immigrazione è forse stato una forte espressione del disagio all’interno della popolazione svizzera. Il deterioramento del potere d’acquisto, i prezzi degli affitti alti e il mercato del lavoro in crisi ha portato il 50,3% degli elettori svizzeri a dire “stop alla libera circolazione”. La decisione mira direttamente ad abbassare l’immigrazione al fine di alleviare la pressione sul mercato del lavoro, cosa che normalizza i salari e i livelli di inflazione.

Nel periodo più breve, USD/CHF vede una forte resistenza a 0.8984/0.9000 (50DMA e livello psicologico). Il quadro tecnico suggerisce l’estensione della debolezza per una stretta quotidiana sotto 0,9075 (secondo l’analisi del MACD 12-26 giornaliero). Il prossimo livello di supporto è a 0.8900/03 (fondo del trend ribassista), 0,8833 (minimo del 17 dicembre) e 0.8800 (minimo del 2013).

EUR/CHF resta a 1.22500/600, mentre il quadro tecnico fa vedere un miglioramento dal recupero dal minimo del 3-4 febbraio (0,218500). Il MACD farà un passo nella zona rialzista per una fine quotidiana sopra 1,22450, le offerte in acquisto sono viste solo al di sopra di 1,22500. La resistenza dovrebbe mantenere il rialzo limitato dalla copertura della nuvola giornaliera.

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