Disoccupazione mondiale in aumento nel 2013

Disoccupazione mondiale in aumento nel 2013

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
22 gennaio 2013



La disoccupazione mondiale potrebbe superare ogni record quest’anno e continuerà ad aumentare fino al 2017, secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Il 2009 si è attestato come l’anno peggiore per la disoccupazione mondiale, con 198 milioni di persone in tutto il mondo che erano senza un lavoro. Nel suo rapporto “Global Trends 2013″, i numeri della disoccupazione aumenteranno di 5,1 milioni nel 2013 , per raggiungere quota 202 milioni, superando il limite massimo ottenuto quattro anni fa. Il rapporto prevede anche che la disoccupazione aumenterà ulteriormente nel 2014 per giungere quota 205 milioni.

Secondo uno dei leader OIL, la disoccupazione resta un problema grave così come è stato durante la crisi del 2009. Mentre la crisi può aver avuto origine nel mondo sviluppato, il rapporto osserva che il 75 per cento dei nuovi disoccupati del 2012 si trova al di fuori di questo mondo sviluppato e proviene da paesi come l’Asia orientale, l’Asia meridionale e l’Africa sub-sahariana.

Il meccanismo di trasmissione principale dei problemi in tutto il mondo lo si è avuto attraverso il commercio internazionale, anche se delle regioni come l’America Latina e i Caraibi hanno sofferto anche di una maggiore volatilità dei flussi di capitale internazionale. Inoltre, l’incoerenza tra le politiche monetarie e quelle fiscali ed un “approccio frammentario al settore finanziario e al debito sovrano, in particolare nell’area dell’euro, hanno avuto la loro influenza. L’indecisione dei politici in diversi paesi ha portato a delle incertezze sulle condizioni future, rafforzato le tendenze aziendali di aumentare la liquidità o di pagare i dividendi, piuttosto che espandere la capacità di produzione e assumere nuovi lavoratori.

L’ILO sta registrando anche un crescente numero di persone che scelgono di non cercare lavoro perché pensano che la situazione sia disperata. Queste persone, ufficialmente classificate come lavoratori scoraggiati, possono scegliere invece di fare affidamento sui guadagni del partner o di rivendicare delle prestazioni assistenzali, se sono a disposizione.

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