Domande sulla politica direzionale della Yellen

Domande sulla politica direzionale della Yellen

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute
Ultimo aggiornamento:
10 febbraio 2014



La direzione del mercato continua ad essere dominata dalla politica monetaria della banca centrale americana e questa settimana dovrebbe fornire ai commercianti una certa comprensione del processo di pensiero. Negli Stati Uniti, la lettura del libro paga ha dato molte speculazioni sulla direzione del percorso di politica della Federal Reserve. Con il nuovo presidente della Fed, Yellen, che prende il timone, ci sono grandi aspettative per il discorso di questa settimana. Nel suo aspetto inaugurazione per il nuovo ruolo di presidente della Fed, Janet Yellen testimonierà davanti al Congresso martedì e giovedì per il Monetary Policy Report semestrale. In generale, i mercati pensano che la Yellen si attacchi ad un tono dovish soprattutto alla luce del rallentamento dei dati sul mercato del lavoro. Lei dovrà soddisfare il consenso del mercato e, nel caso, dovremmo vedere una maggiore assunzione di rischi legati alle valute del G10, soprattutto per quanto riguarda USD e JPY.

Yellen e tagli al QE, come agirà il neo-presidente della FED?

Tuttavia, se la Yellen dovesse segnalare una continuazione del ritmo attuale di attività di tapering e dovesse consigliare l’attualizzazione della debolezza, dovremmo vedere il dollaro in recupero in senso lato. La nostra opinione è che Yellen non devierà dal percorso attuale di assottigliamento, ma sottolineerà la differenza tra assottigliamento e serraggio del tasso di interesse (sottolineando anche il desiderio di mantenere i tassi bassi per un periodo prolungato). Per quanto riguarda la recente volatilità, crediamo che la cosa non crei gran disturbo e non suggerisce alcun cambiamento nella politica della banca centrale americana.

Qui Svizzera: il voto sull’immigrazione

Questa settimana avremo l’IPC svizzero di gennaio, che è destinato a rimanere molto debole allo 0.1 %  anno su anno. Tuttavia, le condizioni economiche si stanno spostando più velocemente di quanto la BNS ha anticipato e siamo continuamente alla ricerca di un trigger per l’inflazione. È interessante notare che il voto svizzero di domenica ha approvato una proposta che ha reintrodotto le quote di immigrazione in UE. La Commissione europea a Bruxelles si è affrettata a dire che il voto era contro il principio fondamentale della libera circolazione delle persone e avrebbe implicazioni nelle relazioni tra il paese elvetico e l’UE stessa. In aggiunta a questo, la mancanza di immigrazione dovrebbe aiutare ad alleviare la pressione dal mercato del lavoro, cosa che sicuramente avrà un’influenza sui salari e sull’inflazione. Rimaniamo in attesa di novità e di vedere se la cosa infuirà sul franco svizzero.

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