Ecco perché bisogna ancora stare attenti all’Europa

Ecco perché bisogna ancora stare attenti all’Europa

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
13 luglio 2013



E’ passato circa un anno dal momento in cui il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha portato sollievo temporaneo ai mercati e alla crisi del debito in Europa dicendo di impegnarsi a fare “tutto il possibile” per salvare la moneta unica. Da allora, la situazione in Europa è migliorata, li sforzi di Draghi hanno contribuito a ridurre i rischi finanziari associati ad un crollo del sistema bancario europeo e ad una rottura dell’euro. Inoltre, nel corso dell’anno passato, i governi europei hanno fatto qualche progresso nel cercare di portare i loro bilanci in linea e nel raggiungimento di alcune riforme strutturali modeste.

Mentre la situazione nella zona euro è migliore rispetto ad un anno fa, l’Europa non è ancora fuori pericolo. Gran parte del lavoro di ristrutturazione delle economie europee rimane incompiuto, gli obiettivi di disavanzo di bilancio sono caduti e sono stati fatti pochi progressi su questioni più ampie, come l’integrazione bancaria o la messa in comune del debito sovrano. In breve, le azioni della BCE erano un palliativo e non una cura.

Quindi, che cosa significa questo per gli investitori globali? Ecco alcune ragioni per prestare ancora attenzione all’Europa.

Le preoccupazioni per la situazione finanziaria della regione possono ancora sconvolgere i mercati globali. Questo è stato evidente durante la crisi dello scorso marzo a Cipro e durante le recenti oscillazioni del governo di coalizione in Grecia e in Portogallo che hanno già, almeno temporaneamente, spinto verso l’alto i rendimenti obbligazionari europei. Un peggioramento dell’instabilità politica in questi due paesi, che sono in ogni caso piccoli a livello di PIL globale europeo, o addirittura altrove nella regione, magari in paesi più grandi come l’Italia (che ricordiamo non ha ancora un governo “definitivo”), potrebbe essere uno dei motivi che potrebbe portare ad un rally negativo della nostra moneta per il 2013.

Vedremo nel prossimo articolo altre interessanti motivazioni.

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