Euro e Sterlina in calo contro il dollaro

Euro e Sterlina in calo contro il dollaro

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute, Euro
Ultimo aggiornamento:
8 dicembre 2010



L’Euro e la sterlina britannica hanno perso lo 0,3 per cento a testa contro il dollaro, in mezzo ai timori di un rialzo imminente del tasso cinese dopo che le autorità di Pechino hanno aumentato la data per il rilascio dei dati di novembre dell’inflazione.

Intanto in Giappone il surplus corrente si è ridotto durante lo scorso mese di ottobre, la crescita delle esportazioni è rallentata per l’ottavo mese consecutivo, con le vendite all’estero che sono aumentate solo per l’8,8 per cento rispetto all’anno precedente, facendo inoltre registrare il più lento tasso di espansione dal mese di ottobre 2009. Nel frattempo, gli sono calati sensibilmente, più di quanto gli economisti avevano  previsto, giù dell’1,4 per cento rispetto al mese precedente. Sul fronte interno, il credito bancario è sceso del 2 per cento, facendo segnare il più veloce declino da oltre cinque anni, mentre l’M3 Money Stock, l’indice più ampio che misura l’offerta di moneta, sta avanzando al ritmo più lento degli ultimi sette mesi. Nel complesso, la diminuzione della domanda estera e una situazione precaria in casa possono spingere la Banca del Giappone ad aumentare la liquidità nel mercato, anche se questo non sembra tradursi in una crescita economica.

In Australia, i proprietari di case sono saliti dell’ 1,9 per cento, segnando il maggior incremento in tre mesi, mentre il valore dei prestiti è salito del 2,8 per cento, il maggior incremento da oltre un anno. Mentre il risultato suggerisce che i mutuatari sopportano la campagna aggressiva della banca centrale, che sta rialzando i tassi di interesse. Il risultato ottenuto non alimenta significativamente le aspettative di rafforzamento del paese, offrendo anche uno scarso sostegno al dollaro australiano come valuta in cui investire relativamente ad un discorso di avversione al rischio. La Reserve Bank of Australia è ancora in attesa di far segnare un rialzo dei tassi di interesse.

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