Euro, la paura della ristrutturazione del debito

Euro, la paura della ristrutturazione del debito

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute, Euro
Ultimo aggiornamento:
20 aprile 2011



Nei mesi scorsi il rapporto di cambio tra euro e dollaro è stato molto forte. La situazione della nostra valuta era in netta salita, concentrata sui differenziali di rendimento. Dopo l’aumento del tasso di interesse da parte della Banca centrale europea, che ha aumentato di 25 punti base i tassi, mostrando di fatto di voler stringere la sua politica monetaria, l’euro ha continuato a sfidare gli scettici ed è aumentato costantemente.

Fino a questa settimana, quando il rapporto di cambio è improvvisamente sceso, perdendo in apertura molto terreno. La paura è quella della ristrutturazione del debito. Anche l’annuncio che l’agenzia di rating Standard and Poor’s ha tagliato l’outlook del debito degli Stati Uniti, da stabile a negativo, ha avuto il grande aumento che ci si sarebbe atteso da parte della nostra valuta.

Fino ad oggi l’euro è riuscito a scrollarsi di dosso la prospettiva dei salvataggi, dato che il mercato presuppone che il Fondo europeo per la stabilità finanziaria dia il supporto necessario per affrontare il problema. Tuttavia, l’idea della ristrutturazione del debito greco ha innescato una serie di vendite della nostra valuta sui timori che la stessa ristrutturazione avrebbe danneggiato il sistema finanziario dell’UE.

Qualsiasi ristrutturazione del debito porterebbe a dei tagli sulla somma in sospeso, che a sua volta potrebbe decimare i bilanci delle maggiori banche europee, in particolare quelle della Francia. Non c’è da stupirsi allora che il ministro delle finanze francese, Christine Lagarde, ha recentemente osservato che non vi è alcuna preoccupazione circa la ristrutturazione del debito per quanto concerne la Grecia.

Non portare alla ristrutturazione del debito da parte della Grecia, d’altra parte, potrebbe in seguito portare ad avere dei problemi con effetto domino, sia in Irlanda che in Portogallo.

Per la prima volta quest’anno, la coppia di valute euro-dollaro appare vulnerabile, a causa dei problemi delle economie periferiche.

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