Euro e sterlina in ripresa contro il dollaro USA

Euro e sterlina in ripresa contro il dollaro USA

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute
Ultimo aggiornamento:
14 novembre 2013



La propensione al rischio continua a guidare i mercati dopo il discorso del presidente designato della Fed, Yellen, sulla politica monetaria. Nella sua testimonianza di ieri, la Yellen ha detto che il sostegno al recupero è la strada più sicura per una politica normale e che il tasso di disoccupazione è ancora troppo alto. Secondo la Yellen, la Fed ha compiuto notevoli progressi verso i suoi obiettivi, ma ha ancora del lavoro da fare. Al che, il presidente Bernanke ha aggiunto che è importante evitare che l’inflazione cada troppo in basso, cosa che ci porta a concludere che il mese di dicembre potrebbe essere troppo presto per assottigliare il QE. Nonostante la vasta debolezza USD di base, EUR e GBP sembrano guadagnare questa mattina nonostante il rallentamento del PIL della zona euro e le vendite al dettaglio nel Regno Unito più morbide del previsto.

EUR morbido dopo il PIL debole della zona euro

I dati preliminari del Q3 hanno confermato i timori di un rallentamento economico nella zona euro. Rilasciati in mattinata, i dati sul PIL della zona euro sono scesi più rapidamente del previsto (il PIL del 3 ° trimestre ha avuto una contrazione dello 0,4% rispetto al -0,3% previsto). Le posizioni speculative sull’euro sono scese al minimo da sette settimane oggi. Nonostante la BCE abbia operato un taglio dei tassi la scorsa settimana, l’impatto di tale decisione è stato fino ad ora limitato sulla politica monetaria. Il fallimento, per la coppia EUR/USD, della rottura di 1.3500 e gli indicatori ribassisti tecnico suggeriscono l’estensione della debolezza a 1,3293. Gli operatori dovrebbero continuare a regolare le posizioni prima dei dati CPI della zona euro, previsti per domani.

La politica monetaria non aiuterà ad uscire dalla crisi della zona euro

Per dare un pensiero più profondo, crediamo che la politica monetaria improbabilmente possa risolvere i problemi dell’economia reale della zona euro. Fintanto che il consolidamento fiscale e la frammentazione del mercato persistono, la politica monetaria della BCE non può fornire altro che una soluzione temporanea al calo dei prezzi. La soluzione di Keyner di accelerare la velocità dei soldi con dei tassi più bassi e un intervento fiscale rimangono impotenti nel contesto attuale. Infatti, lo stimolo fiscale non riesce più a fornire l’effetto “moltiplicatore” desiderato, mentre i governi sono costretti a ridurre il debito. E i tassi più bassi non convincono il settore privato a prendere in prestito denaro e ad investire nel corso di una crisi di bilancio.

Lascia un Commento