Evento di rischio: il referendum in Crimea

Evento di rischio: il referendum in Crimea

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute
Ultimo aggiornamento:
14 marzo 2014



I mercati stanno mostrando dei segni di avversione al rischio con i commercianti che accettano il fatto che la situazione in Ucraina non avrà una soluzione ordinata. Il mercato azionario si trova in rosso e i beni rifugio sicuro, come l’oro, i dollari e i titoli del Tesoro USA, sono molto richiesti. Reuters riporta che la Russia ha lanciato nuove esercitazioni militari vicino al confine con l’Ucraina. Non vi è alcun segno che i recenti dibattiti delle Nazioni Unite o di oggi a Londra stiano convincendo la Russia a fare marcia indietro in Crimea. Il referendum di questa domenica in Crimea, con cui i cittadini decideranno se unirsi alla Russia, dovrebbe mantenere la propensione al rischio basso per il resto della giornata. Inoltre, abbiamo il sospetto che il pesante posizionamento di valute rifugio sicuro (USD, oro e CHF) sia la chiave anche nel weekend. Il referendum in Crimea, che molto probabilmente porterà alla separazione della Crimea dall’Ucraina e la possibile annessione da parte della Russia, potrebbe portare ad un ulteriore apprezzamento dell’oro e del franco CHF. La nostra visione a breve termine è che c’è una significativa probabilità di un’escalation delle tensioni dopo le votazioni.

Draghi affronta l’inflazione e l’euro

I commenti della notte da parte del Presidente della BCE Draghi hanno indicato che i mercati politici europei si stanno rendendo conto del significativo rischio di deflazione, pur riconoscendo il ruolo forte dell’euro per la politica monetaria. Per quanto riguarda l’inflazione, il presidente della BCE ha dichiarato: “ogni rischio materiale delle aspettative di inflazione sarà contrastato con ulteriori misure di politica monetaria”. Draghi ha detto che il tasso di cambio dell’euro sta “essendo rilevante nella valutazione della BCE in termini di stabilità dei prezzi”. Il mercato evidentemente ha ascoltato le osservazioni e EUR/USD è sceso rapidamente di circa 60 pips.

La debole crescita della Cina

Ieri i deboli dati economici della Cina legati alla produzione industriale e alle vendite al dettaglio non sono riusciti ad interrompere una lieve ripresa delle azioni asiatiche. Eppure, abbiamo il sospetto che il rally avrà vita breve. Le materie prime e le valute legate alle materie prime avranno soprattutto un momento difficile. C’è una crescente incertezza sulle prospettive in Cina e i responsabili politici potrebbero non riuscire a risolvere facilmente la situazione. La preoccupazione principale è che l’autorità possa decidere di controllare il mercato del credito non regolamentato e gestire una vasta parte del mercato finanziario, cosa che nel breve periodo porterà ad un movimento eccessivo e volatile.

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