Forex, domande di disoccupazione e FED

Forex, domande di disoccupazione e FED

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Lavorare da Casa col Forex
Ultimo aggiornamento:
2 agosto 2013



Uno dei dati fondamentali che si possono considerare nel mercato delle valute forex per cercare di prevedere l’andamento del mercato è sicuramente quello delle richieste iniziali di disoccupazione, che viene pubblicato ogni giovedì della settimana. Un dato positivo potrebbe avere una grande influenza sul dollaro americano, rendendolo più forte contro le altre major, mentre un dato negativo avrebbe un’influenza contraria, rendendo il “buck” una valuta più debole.

Proprio ieri è stato pubblicato il dato delle richieste settimana di disoccupazione ed il dato è stato estremamente positivo, essendo sceso al livello più basso dal gennaio 2008, secondo il Dipartimento del Lavoro. Il numero di americani che hanno cercato dei sussidi di disoccupazione sono infatti scesi di 19.000 unità, arrivando a quota 326.000 per la settimana che si è conclusa il 27 luglio. E’ l’ultimo segnale che il mercato del lavoro sta ripartendo con il piede giusto.

Anche il dato sulle quattro settimane, meno volatile rispetto a quello di una singola settimana, è sceso di 4.500 unità, arrivando a 341.250.

Una cosa positiva, che dovrebbero considerare tutti coloro che fanno forex da casa, è che la tendenza negli ultimi mesi è stata positiva. Le domande dei sussidi sono diminuite di oltre il 12% quest’anno, cosa che ha coinciso con un incremento medio di 202.000 posti di lavoro al mese sin dallo scorso gennaio.

C’è da dire che l’assunzione è rimasta stabile nonostante la crescita economica sia ancora molto tiepida. Il Dipartimento del Commercio ha annunciato infatti che l’economia è cresciuta ad un tasso annuo del 1,7% nel secondo trimestre, mentre la crescita del primo trimestre è stata rivista al ribasso al 1,1%.

Importante, per chi opera nel mercato valutario anche da casa, è il timore legato al taglio del programma di aiuti da parte della FEd. La crescita nel numero di posti di lavoro, insieme ad altri fattori economici, ha alimentato la speculazione che la banca centrale americana possa rilassare il suo programma di acquisto di bond appena il prossimo mese di settembre.

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