Il downgrade degli Stati Uniti è simbolicamente importante ma è molto meno significativo di quello che sta accadendo nella zona euro. E’ una perdita di prestigio per gli Stati Uniti e un segno che la base del potere finanziario si sta spostando gradualmente da ovest ad est, ma è improbabile che abbia un grande effetto su ciò che conta, ovvero il rendimento delle obbligazioni del Tesoro e l’andamento del dollaro.
Paradossalmente, le prime possono essere viste come un rifugio ancora più sicuro di prima, dato che i rischi di una crisi globale del debito sovrano e i rischi legati alla recessione sono materialmente aumentati negli ultimi giorni. La reazione iniziale è stata quella che ha portato le obbligazioni del Tesoro a rafforzarzi nel mercato aperto.
La principale preoccupazione a breve termine è l’effetto a catena dell’abbassamento del rating, ovvero se anche le istituzioni finanziarie americane saranno declassate o meno.
A lungo termine, invece, il downgrade ha più significato, in quanto sottolinea la fragilità del bilancio pubblico degli Stati Uniti e mette in evidenza quanto sia effettivamente difficile, per la leadership politica del paese, ristabilire la salute finanziaria dello stesso, a causa dell’enorme debito pubblico. S & P ha citato la mancanza di una leadership politica credibile come una delle cause che hanno portato all’abbassamento del rating degli USA. Ricordiamo infatti che i politici hanno trovato un accordo solo in extremis.
Il problema principale del paese sono dunque i partiti politici. La modalità operativa che è stata usata per affrontare il problema del debito continuerà a pesare sull’economia e ad erodere la fiducia degli investitori negli Stati Uniti. Putroppo la situazione non è effettivamente stata gestita nel migliore dei modi, soprattutto considerando che gli USA si vantano sempre di essere un paese che vuole dare il buon esempio a tutti gli altri.


Fai trading dai Grafici 










