Gli USA e la paura del fallimento greco

Gli USA e la paura del fallimento greco

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
24 maggio 2012



La situazione della zona euro continua a preoccupare gli USA e il mercato in generale. In particolar modo oltreoceano, anche se le banche statunitensi hanno limitato l’esposizione ai paesi periferici europei, le loro esposizioni verso le banche europee sono ancora tante. Inoltre, le aziende europee rappresentano il 35% delle attività dei fondi del mercato monetario degli Stati Uniti. Ancora una volta, il rischio reale che il sistema bancario americano correrebbe sarebbe quello che i mercati finanziari potrebbero congelare i fondi a seguito di un default greco, in maniera simile a quello che è successo dopo il fallimento di Lehman Brothers nel settembre 2008.

Secondo molti se la Grecia ed altri paesi più deboli dovessero lasciare la zona euro nei prossimi mesi, le esportazioni statunitensi verso tutta l’Europa ne saranno influenzate in maniera significativa. Quando il ​​prodotto interno lordo degli USA cresce così lentamente, si desidera ogni piccolo incremento che si possa ottenere. Ecco anche che le imprese statunitensi rallentano il passo, dato che molti prodotti venduti dalle società statunitensi in Europa sono realizzati nella stessa Europa.

Se il valore dell’euro rispetto al dollaro dovesse continuare a scendere, i beni statunitensi diventeranno più costosi rispetto a quelli realizzati nel vecchio continente. Questo potrebbe danneggiare le vendite commerciali degli Stati Uniti e le esportazioni in tutto il mondo. Inoltre, qualora l’esportazione in economie sempre più importanti, come quelle della Cina, dovesse rallentare, allora aumenterà il rischio di un cosiddetto atterraggio duro per l’economia cinese. Data l’importanza della crescita dei mercati emergenti in tutto il mondo, una situazione del genere verso la Cina e verso altri mercati di esportazione costituirebbe una grave minaccia per una nuova recessione globale, secondo un rapporto che è stato pubblicato dalla Banca Mondiale.

Rimaniamo in attesa di ulteriori sviluppi da parte delle economie di tutto il mondo, compresi gli USA.

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