Grecia e euro, tempo di dividersi?

Grecia e euro, tempo di dividersi?

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
10 maggio 2012



Per mesi in molti si sono chiesti: “e se la Grecia e l’euro si separassero?“. Ora questa domanda torna in auge dopo le elezioni greche di pochi giorni fa, in cui non si è avuto un risultato ben preciso, se non quello di un forte guadagno di popolarità dei partiti estremisti.

Sono in molti a pensare che l’attaccamento della Germania verso l’euro e verso l’Unione europea è una cosa che funziona molto bene, ma la frustrazione della Grecia è innegabile. C’è una crescente convinzione che la Grecia dovrebbe iniziare a pensare di andare per la sua strada. I tedeschi sono oggi prevalentemente del parere che sarebbe meglio se la Grecia lasciasse la zona euro. Se il paese in realtà dovesse continuare sulla strada verso la quale sta andando, sarebbe difficile giustificare il suo mantenimento all’interno della zona euro. Come si fa a trattare con un paese che dice che non desidera mantenere nessuno degli impegni presi fino a questo momento?

Al momento gli analisti hanno aumentato la stima delle probabilità che il paese ellenico possa lasciare la zona euro, passando dal precedente 25-30 per cento, ad oltre il 50 per cento.

I politici tedeschi pensano invece non ci potrà essere alcun cambiamento nei termini del piano di salvataggio della Grecia, secondo il quale gli accordi devono essere rispettati e non devono essere rinegoziati.

I principali punti di pressione, ovvero i momenti della verità, si avranno nel momento in cui la Grecia dovrà pagare alcuni dei suoi obbligazionisti, il prossimo ​​17 maggio, e quando il governo dovrà pagare gli stipendi, le bollette e i benefici a luglio. Se nessun partito avrà ancora formato il governo, la Banca centrale europea potrebbe dare ancora soldi al paese per pagare i suoi debiti e per onorare i termini del piano di salvataggio. Un’alternativa sarebbe quella di accettare la rinegoziazione del piano di salvataggio piuttosto che rischiare il disfacimento del blocco dell’euro.

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