I migliori trade – 2° Parte

I migliori trade – 2° Parte

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Forex
Ultimo aggiornamento:
1 maggio 2009



Continuiamo l’analisi e lo studio dei più grandi trade mai fatti nel settore del Forex. Nell’approfondimento precedente abbiamo gettato le basi per analizzare e studiare il mercato, cercando di capire quali sono state le condizioni necessarie affinché questi grandi trade possano essere stati possibili.

Nel 1987, Andy Krieger, un trader di 32 anni presso Bankers Trust stava monitorando l’andamento delle valute contro il dollaro. Si era nei giorni seguenti dopo la crisi del lunedì nero. Il lunedì nero è stato il 19 ottobre 1987. In quel giorno i prezzi della borsa degli USA Stati Uniti, facendo realizzare delle perdite notevoli nei principali mercati mondiali, come ad esempio a Londra e a Tokyo. Basti pensare che alla fine della giornata il Dow-Jones perse oltre 500 punti. I vari investitori stavano liberandosi dei dollari in loro possesso e avevano deciso di puntare verso altre valute, quelle che erano risultate meno danneggiate da questo lunedì nero. Krieger decise di puntare sul dollaro della Nuova Zelanda, noto anche come Kiwi.

Krieger aprì quindi una posizione short tra il dollaro contro il “kiwi”, guadagnando centinaia di milioni. Infatti, il suo ordine di vendita ha fatto eccedere in qualche modo l’offerta di moneta della Nuova Zelanda. La valuta neozelandese precipitò, in combinazione anche con la mancanza di moneta in circolazione.

Si dice anche che il Governo della Nuova Zelanda chiamò il titolare dell’azienda presso cui Krieger lavorava chiedendogli di uscire fuori dalla transazione. In risposta, Krieger lasciò il lavoro presso Bankers Trust e andò presso George Soros.

Come possiamo vedere, in questo caso ci sono state delle condizioni di mercato ben precise, che però Krieger ha saputo sfruttare in pieno e con ottimi risultati. Il suo passo vincente, molto probabilmente, è stato proprio puntare sul dollaro neozelandese. Ovviamente, deve aver aperto una posizione per un valore alquanto importante, tale da mettere in crisi l’intera offerta di moneta del paese.

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