I rischi di un’uscita della Grecia dalla zona euro

I rischi di un’uscita della Grecia dalla zona euro

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
22 maggio 2012



Non è la Grecia in sé il problema principale per la zona euro e per le altre economie mondiali, come ad esempio quella degli Stati Uniti. In realtà il rischio è il contagio che si diffonderebbe con quasi assoluta certezza nel caso in cui la Grecia dovesse uscire dalla zona euro. L’incertezza sul futuro della Grecia nella zona euro è notevole e per questo motivo i mercati hanno timore.

C’è infatti una considerevole incertezza che circonda l’impatto che l’uscita della Grecia dall’euro potrebbe avere sul sistema finanziario globale. L’uscita dalla zona euro di uno o due dei paesi più piccoli non è disastroso, ma una rottura disordinata dell’area dell’euro, tale da includere anche le economie di Spagna e Italia, potrebbe esserlo.

Ecco i primi rischi che i vari paesi possono avere. Sicuramente l’esposizione delle banche al debito sovrano europeo. Per quanto riguarda nello specifico gli USA, la più grande economia del mondo, e la Grecia, le banche americane hanno poco meno di 6 miliardi di esposizione al debito greco, una quantità praticamente irrilevante per il sistema bancario nel suo complesso. Ma l’esposizione al rischio di altri paesi in difficoltà in Europa è significativamente maggiore, oltre 50 miliardi di dollari ciascuno per Spagna e Irlanda, 66 miliardi di dollari in Italia e 6,6 miliardi di dollari in Portogallo. Tutto questo non si avvicina neanche ai rischi che potrebbe avere il sistema bancario americano nel caso in cui dovesse esserci un collasso disordinato della zona euro, cosa che alcuni dicono potrebbe definitivamente iniziare con l’uscita della Grecia.

Effettivamente la Grecia in sé è un piccolo stato, sia in Europa che soprattutto nel mondo, ma il rischio che un default del paese possa scatenare una serie di effetti a catena è lampante ed è quello che preoccupa maggiormente gli investitori, che tra l’altro si stanno rifugiando verso altre valute, lasciando indietro l’euro.

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