I Tremonti Bond

La Commissione Ue ha dato via libera alla modifica del regime italiano di conferimento di capitali agli istituti di credito, conosciuto come “Tremonti bond”: si tratta di nuovi strumenti finanziari sottoscrivibili dal Tesoro, in grado quindi di rafforzare le aziende di credito che li emettono. lo Stato potrà sottoscrivere obbligazioni emesse da banche «fondamentalmente solide» per rafforzare la loro capitalizzazione.

La commissione Ue ha inoltre precisato che tali Tremonti bond possonorappresentare al massimo il 2% dell’insieme delle attività della banca ponderate per il rischio; comunque non potranno superare l’8% del capitale Tier 1.

Saranno tre le versioni del Tremonti Bond al quale le banche potranno ricorrere: ci sarà quello che le banche terranno per un lungo periodo, quello che le banche cercheranno di rimborsare il prima possibile e quello che può essere sottoscritto dal Mef e dagli investitori privati tenendo sempre presente la concorrenza del mercato (cioè possono essere collocati ai risparmiatori privati sempre che le condizioni siano in linea con quelle offerte dal mercato).
Le condizioni di remunerazione prevederanno un coupon iniziale con step di pagamenti di dividendi ed un premio sul prezzo di riscatto che aumenta con il passare del tempo.
Pur restando remunerativa per il Tesoro, l’operazione diventa quindi meno onerosa per le banche richiedenti. Hanno fortemente apprezzato il via libera di Bruxelles al provvedimento gli amministratori delegati dei vari istituti di credito: «I bond hanno avuto un miglioramento significativo, li valuteremo», commenta Alessandro Profumo, ad di Unicredit.

Il premier Berlusconi ha invece affermato che sono stati messi a disposizione somme importanti di denaro, ma ad oggi nessuna banca ha ritenuto di approfittarne per aumentare i propri patrimoni.

Reverberi Erica

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