Il conflitto del gas si ripercuote sul forex

Come molti di voi sapranno, il mercato forex non riguarda solo le valute, ma sono coinvolte anche le materie prime e, soprattutto il petrolio.
Gli attuali scontri in Gaza, come già visto, hanno portato all’aumento del prezzo del petrolio ; ma anche un’altra guerra è in atto: quella sul gas.
Il recente taglio delle forniture del gas ad opera della Russia verso l’Ucraina ha portato gravi conseguenze all’Europa, in particolare ad alcuni paesi dell’est, rimasti praticamente a secco di gas.
Nelle prossime settimane Bulgaria, Romania, Grecia e Turchia avranno gravi carenze negli approvvigionamenti di energia e fonti di riscaldamento.
L’Ucraina è infatti il principale viadotto del gas russo, che fornisce circa l’80% del fabbisogno di gas in Europa.

Alcuni paesi come l’Italia hanno avviato un piano per contrastare questa crisi, ricorrendo a forniture da altri paesi.
E’ una vera e propria guerra fredda tra Russia e Ucraina che rischia di continuare se le 2 nazioni non troveranno un accordo bilaterale: la Russia vuole infatti aumentare la tassa per il passaggio del gas e gli ucraini vi si oppongono.

In ambito forex è stato naturale l’aumento del prezzo del greggio nella giornata di ieri, che è avanzato di oltre 1 dollaro al barile superando la soglia dei 50$.
Nella giornata odierna si è assistito ad un netto ribasso, per cui il petrolio è sceso sui 42$.
Anche la questione del gas sarà un indice fondamentale nei prossimi giorni per capire come evolveranno le quotazioni del petrolio.

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