Il debito della Grecia è salito di 20 miliardi in 3 mesi

Il debito della Grecia è salito di 20 miliardi in 3 mesi

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
18 agosto 2012



Il debito della Grecia è salito di oltre 20 miliardi di euro negli ultimi tre mesi, tanto che i leader europei sono nuovamente in stato di allerta per la rottura della zona euro. La crisi che ha colpito il paese ellenico sembra non avere fine, il crollo finanziario del paese ha portato a delle forti manifestazioni in tutto il paese, gli ultimi dati mostrano come le cose non stiano affatto migliorando. Il paese è alle prese con un notevole crollo finanziario sin dalla fine del 2009 e ha fatto affidamento ai prestiti di salvataggio che arrivano dal Fondo Monetario Internazionale e da altre nazioni dell’Eurozona. Se la Grecia dovesse fallire e portare l’Unione europea alla rottura, allora tutti i paesi del mondo potrebbero subire delle perdite importanti.

Delle fonti governative britanniche hanno messo in evidenza come si teme un profondo impatto sul PIL britannico derivante dal fallimento della Grecia. I dettagli del debito della Grecia sono stati rivelati dal ministro degli Esteri della Finlandia, Erkki Tuomioja, che ha avvertito che i membri della zona euro dovrebbero essere pronti al crollo della moneta. Lo stesso Tuomioja ha avvertito che l’Europa potrebbe entrare in una recessione paralizzante.

Il debito della Grecia è salito a 20 miliardi di sterline negli ultimi tre mesi, con la prospettiva della rottura dell’euro. Il governo finlandese sta facendo tutto il possibile per salvare l’euro e per gestire la crisi, ma ciò che è evidente in tutti i paesi è che ognuno deve essere preparato alle peggiori eventualità. La Finlandia ha fatto sapere di essere preparata a lasciare l’euro, anche se non è l’obiettivo primario del paese.

I funzionari tedeschi, nel frattempo, hanno messo in chiaro che non hanno alcuna intenzione di dare altri soldi ad Atene, dato che i contribuenti della Germania sono già furiosi per il salvataggio di una nazione in cui i lavoratori sono meno produttivi e vanno in pensione prima.

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