Indicatori forex più importanti, parte 2

Indicatori forex più importanti, parte 2

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Forex
Ultimo aggiornamento:
17 agosto 2013



Dopo aver parlato nello scorso articolo delle medie mobili e aver definito quelle semplici, praticamente, come il prezzo medio di una certa coppia di valute durante un certo periodo di tempo, vediamo ora le medie mobili esponenziali, che sono praticamente la stessa cosa di quelle semplici, con la differenza che i prezzi più recenti hanno più peso nel calcolo della media mobile, in maniera che si possano utilizzare dei modelli di tempo più brevi e più specifici. Ogni indicatore di media mobile dà la possibilità di valutare la situazione attuale di un trend di mercato e, di conseguenza, permette di capire la posizione e la direzione del prezzo di una determinata coppia di valute.

Andando avanti con gli altri indicatori forex, parliamo del MACD, acronimo di Moving Average Convergence Divergence. Si tratta di un indicatore che riflette la relazione tra due medie mobili dei prezzi di una certa coppia di valute. Il MACD è facilmente calcolato sottraendo il valore della media mobile esponenziale calcolata per 26 giorni dalla media mobile esponenziale calcolata per 12 giorni. La cosiddetta linea di segnale (ovvero una EMA a 9 giorni) serve di solito come un “trigger” che permette di capire se è tempo di comprare o di vendere. I segnali del MACD possono essere anche classificati in segnali di crossover, ovvero quando il MACD scende al di sotto della linea di segnale (il che significa che bisogna vendere) e quando il MACD sale sopra la linea di segnale (il che significa che bisogna comprare), e in segnali di divergenza, ovvero un presunto cambiamento di prezzo se i movimento di una coppia di valute non sono correlati con i movimenti del MACD.

Il Relative Strength Index, il cui acronimo è RSI, permette di capire se siamo in una situazione di ipercomprato o di ipervenduto per una determinata valuta. Il valore di questo indicazione varia solitamente da zero a cento e permette di capire che una valuta è in ipercomprato se l’RSI è superiore a 70, mentre la stessa valuta si trova in ipervenduto se l’RSI è inferiore a 30.

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