Italia e Grecia sono d’accordo nel voler preservare la zona euro

Italia e Grecia sono d’accordo nel voler preservare la zona euro

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
22 settembre 2012



I leader di Italia e Grecia stanno insistendo sulla “assoluta necessità” di preservare la zona euro, con i politici greci che lottano per mettere insieme un pacchetto di austerità che sia fondamentale per la sopravvivenza finanziaria del Paese. In Italia, intanto, il premier Mario Monti ha incontrato ieri il primo ministro greco Antonis Samaras a margine di un convegno politico a Roma. Una dichiarazione rilasciata da Monti, i due leader hanno ribadito la loro convinzione di “assoluta necessità di salvaguardare l’integrità della zona euro, di stabilizzare i mercati e di procedere nel processo di integrazione europea.”

Il governo di coalizione di Samaras deve ancora approvare l’elenco definitivo di tagli alla spesa, in modo che il paese possa ottenere nuovo denaro per il salvataggio. Senza questo denaro, infatti, la Grecia subirà una inadempienza e dovrà abbandonare l’euro.

Nel frattempo, i creditori della Grecia hanno detto che si prenderanno una breve pausa, di circa una settimana, dai colloqui per quanto riguarda il nuovo programma di austerità del paese, dicendo che dei “buoni progressi” sono stati compiuti finora.

I funzionari della troika hanno anche detto, in un comunicato, che continueranno a contattare i funzionari greci per rimanere sempre aggiornati. Un funzionario del ministero greco ha detto che la partenza dei rappresentanti della troika da Atene non è significativa, dal momento che essi non avevano inizialmente programmato di rimanere oltre la fine della settimana.

Ora la Grecia dovrà tagliare altri 11,5 miliardi di euro di spese, per lo più provenienti da pensioni e tagli salariali. La Grecia dipende dai prestiti internazionali sin dal maggio 2010, in cambio dei quali ha istituito un programma di austerità decisamente duro che ha ridotto i redditi degli ellenici, ha portato ad un aumento delle tasse e ha fatto salire l’età pensionabile a 65 anni. Il tutto circondato da una serie di ondate di scioperi.

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