JPY a livelli critici, l’euro consolida i guadagni

JPY a livelli critici, l’euro consolida i guadagni

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute
Ultimo aggiornamento:
13 gennaio 2014



I mercati forex consolidano i livelli post-NFP, una delusione considerevole visti i 74.000 nuovi posti di lavoro non agricoli aggiunti negli Stati Uniti nel mese di dicembre contro i 197.000 previsti. Siamo abbastanza sicuri che i mercati si aspettavano una sorpresa positiva, sopra i 200.000, in continuazione delle figure di ottobre e novembre. Il cattivo tempo avrebbe soffocato i punti focali per il mese di dicembre. Anche se la giustificazione è poco convincente, il punto chiave sarà l’interpretazione della Fed di tale calo significativo. Conosciuta per il suo movimento dovish, siamo curiosi di sentire cosa la nuova presidente Yellen avrà da dire sulle figure e sulle implicazioni sulla politica della FED. La Yellen potrebbe considerare di accelerare il ritmo degli acquisti di obbligazioni (che è stato tagliato di 10 miliardi di dollari)? E come reagità il mercato nel caso di un passo indietro?

È interessante notare che l’immagine generale mostra un miglior sentimento di rischio per i titoli azionari, per gli obbligazionari e per i mercati forex. Gli investitori sono fortemente aderenti al “risk-on”, per trovare una giustificazione per comprare rischio. La decisione della Fed di diminuire gli acquisti di obbligazioni mensili ha raccolto entusiasmo perché ha confermato che l’economia americana si sta riprendendo bene.

I livelli forex si sono spostati, alcuni in modo significativo

I rendimenti dei titoli a 10 anni dei titoli degli Stati Uniti sono diminuiti di circa 10 punti base venerdì, con l’indice DXY che ha colpito il valore di 80,469. Le valute del G10 sono state le vincitrici nel post-PFN, con alcuni valori tecnici importanti a breve termine che sono stati rotti. Tra le varie valute ci concentreremo principalmente sullo yen. USD/JPY ha rotto la DMA a 21 e si trova attualmente a 140,41, al ribasso per la prima volta dal 8 novembre. Il trend ribassista si è rafforzato chiedendo una correzione al ribasso più profonda, soprattutto in considerazione dei rendimenti statunitensi. I livelli attuali sono importanti da un punto di vista tecnico in quanto riteniamo che la battaglia a breve termine non è ancora perduta. Vediamo il supporto a 103.35/50 e a 102.50, quindi a 102,20.

EUR/USD, diamo una rapida occhiata

Diamo uno sguardo veloce a EUR/USD. Nonostante una settimana dovish da parte della BCE, le perdite di EUR/USD sono limitate a 1,3549. Questo valore è stato l’inizio del recupero dell’euro, chiaramente rafforzato dai debole PFN. EUR/USD ha rotto 1,3665 al rialzo e ha iniziato la settimana su questo supporto. Gli indicatori di tendenza e il momentum sono ancora nella zona rossa, anche se notevolmente inferiore.

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