La banca centrale australiana taglia il tasso di interesse

La banca centrale australiana taglia il tasso di interesse

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute, Dollaro australiano
Ultimo aggiornamento:
6 agosto 2013



Oggi tutti gli occhi dei trader sono rivolti agli effetti delle decisioni prese dalla Banca centrale australiana questa mattina. La RBA ha tagliato i tassi di interesse di riferimento al record minimo, come da aspettative, cosa che ha spinto in alto il dollaro australiano. Il Governatore Glenn Stevens ha inoltre parlato di possibili ulteriori riduzioni, cosa che ha portato il dollaro australiano a quota 89,67 centesimi contro il dollaro USA, contro un prezzo di 89,22 prima della decisione.

Stevens ha infatti detto che “il consiglio ha notato che le prospettive di inflazione potrebbero dare un po’ di spazio per allentare ulteriormente la politica monetaria, che dovrebbe sostenere la domanda. Alla riunione di oggi, e tenendo conto delle recenti informazioni sui prezzi e sull’attività, il Consiglio stesso ha giudicato che un ulteriore calo del tasso di interesse era una cosa giusta“. L’allentamento riflette l’inflazione contenuta e il calo dei prezzi delle materie prime.

Il tesoriere Chris Bowen, la scorsa settimana, aveva abbassato le previsioni di crescita del governo e aveva previsto che il tasso di disoccupazione potrebbe salire al massimo da 11 anni a questa parte. Il taglio della notte è il secondo quest’anno ed estende un ciclo di interpolazione che è iniziato nel novembre 2011, quando il parametro di riferimento era stato abbassato dal 4,75 per cento.

La banca centrale sta cercando di promuovere le industrie del settore non-minerario, che lottano contro una moneta troppo elevata. Questo dovrebbe dare una grande mano anche al tasso di disoccupazione, che probabilmente salirà al 5,8 per cento nel prossimo mese di luglio, il valore più alto dal giugno 2009. Relativamente alla crescita del paee, il governo ha tagliato le sue stime per l’anno fiscale in corso, portandole al 2,5 per cento dal 2,75 per cento previsto a maggio, affermando inoltre che il tasso di disoccupazione salirà al 6,25 per cento entro la metà del 2014.

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