La Banca d’Inghilterra tra inflazione e tasso di interesse

La Banca d’Inghilterra tra inflazione e tasso di interesse

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Banche
Ultimo aggiornamento:
3 gennaio 2012



La Banca d’Inghilterra, la scorsa settimana, ha deciso di trattenere i tassi di interesse al minimo storico, dello 0,50 per cento, valore rimasto praticamente invariato da circa tre anni, in mezzo ad una serie di turbolenze economiche sia per la Gran Bretagna che per la zona euro.

Il comitato di politica monetaria della BoE ha deliberato di mantenere inalterato il suo stimolus economico, a quota 275 miliardi di sterline, per contribuire ad incrementare la possibilità delle banche di concedere prestiti. La notizia, in linea con le aspettative del mercato, è arrivata poco prima che la Banca centrale europea aveva tagliato i tassi di interesse di un quarto di punto, portandolo all’1 per cento, come conseguenza del fatto che in eurozona i leader europei cercano di salvare l’euro.

Gli economisti hanno detto la Banca d’Inghilterra vorrebbe vedere diminuire l’inflazione prima di iniettare più denaro nell’economia e attendere l’esito del vertice di questa settimana, al fine di cercare di evitare una rottura della zona euro. Pur non essendo un membro della zona euro, la Gran Bretagna, che invece è membro dell’Unione europea, è uno dei partner commerciali più importanti della zona euro.

La Banca d’Inghilterra ha deciso, nello scorso mese di ottobre, di aumentare la quantità di aiuti finanziari, con un nuovo QE di 75 miliardi di sterline, dato che l’economia della Gran Bretagna fatica ancora a riprendersi dalla recessione. Il QE, Quantitative Easing, è un processo con cui le banche centrali creano denaro che viene utilizzato per l’acquisto di beni e di obbligazioni societarie, nella speranza di dare un impulso al credito e alla crescita economica.

Tuttavia, alcuni analisti sostengono che un nuovo allentamento quantitativo, che praticamente è la stampa del denaro, alimenterebbe le pressioni inflazionistiche. Nonostante le recenti diminuzioni, l’inflazione britannica rimane ostinatamente alta, soprattutto a causa dell’aumento dei costi energetici. Il tasso ufficiale a 12 mesi dell’inflazione è sceso ad un tasso del 5 per cento ad ottobre, mentre a settembre era del 5,2 per cento a settembre.

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