La BCE non taglia i tassi, altro segnale positivo per la soluzione della crisi

La BCE non taglia i tassi, altro segnale positivo per la soluzione della crisi

Scritto da:
The Economist
Categoria:
BCE
Ultimo aggiornamento:
12 gennaio 2013



La Banca centrale europea ha tenuto durante l’ultima riunione i tassi di riferimento ancora costanti. L’obiettivo della banca centrale è quello di mantenerli così ancora per un po’ di tempo, almeno fino a che i segnali della crisi non si andranno stabilizzando ancora di più. Come ampiamente previsto, il processo decisionale del Consiglio direttivo della BCE ha votato, nella prima riunione politica del 2013, di mantenere il tasso di rifinanziamento principale della banca allo 0,75 per cento. Alla fine dello scorso anno c’era stata una speculazione relativamente al fatto che la BCE potesse pensare di far scendere ancora di più i tassi nel caso in cui non ci fosse stato un miglioramento della situazione dell’Eurozona.

Se si guarda al panorama globale in una prospettiva di medio termine, si vedrà un significativo miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari e una stabilizzazione di alcuni indicatori congiunturali. Sono queste le parole con cui Mario Draghi ha accolto l’attuale situazione economica della nostra zona euro. Tra la lunga lista di aspetti positivi, egli ha indicato anche dei rendimenti obbligazionari più bassi, il record minimo di volatilità, dei forti afflussi di capitali nella zona euro, una battuta d’arresto del calo dei depositi nei paesi periferici e una riduzione del bilancio della BCE. Ovviamente è ancora troppo presto per pensare di essere fuori dalla crisi, ma nonostante questo si può pensare ad un miglioramento netto della situazione attuale dei mercati. Draghi ha anche parlato di contagio positivo: quando l’anno scorso era prevalente la paura, allora si parla di “contagio” della crisi, mentre oggi si può parlare di “contagio” positivo. Gli esperti del mercato hanno osservatori come la probabilità di ulteriori tagli dei tassi sta svanendo. Dal punto di vista della reazione dell’euro per la nuova settimana di trading, potremmo pensare ad un ulteriore incremento nei confronti delle altre valute.

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