La Cina, il più grande detentore di debito estero degli Stati Uniti, ha chiesto in maniera abbastanza forte all’America di stringere la cinghia e di affrontare il problema della dipendenza dal debito. Tutto questo sulla scia della decisione presa da Standard & Poor di effettuare il downgrade del rating del paese nord americano, da AAA+ a AA+.
La Cina possiede attualmente 1.200 miliardi di dollari di titoli del debito del Tesoro americano, la più grande quota tra le banche centrali del mondo. L’invito che il paese cinese ha fatto agli USA è stata la prima risposta ufficiale di Pechino alla decisione di S & P.
Il taglio voto può essere seguito da ulteriori tagli devastanti al rating, che potrebbero portare ad una turbolenza finanziaria globale nel caso in cui gli Stati Uniti non dovessero riuscire ad imparare a vivere con propri mezzi. La Cina, il più grande creditore di questa superpotenza, ora ha tutto il diritto di chiedere agli Stati Uniti di risolvere i problemi del debito strutturale e di garantire la sicurezza degli asset cinesi in dollari.
Gli USA dovrebbero ridurre le spese militari gigantesce e sgonfiare i costi della previdenza sociale, oltre che accettare la supervisione internazionale sulle questioni legate al dollaro. Inoltre il paese orientale ha anche suggerito che una nuova valuta di riserva globale potrebbe essere necessaria per sostituire il dollaro, una posizione questa che la Cina, anche in passato, ha spesso sostenuto.
La creazione di tanti debiti e la lotta politica che si è vista nelle ultime settimana a Washington, che è stata definita ridicola dalla Cina, hanno danneggiato l’immagine dell’America all’estero. Per curare la sua dipendenza dai debiti gli Stati Uniti hanno bisogno di ristabilire il principio del buon senso, che sembrano aver perso nel corso di questi anni. L’obiettivo, dunque, è vivere con i propri mezzi.


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