La crisi di Tiscali

La crisi di Tiscali
Redazione

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Categoria:
Borse
Ultimo aggiornamento:
9 marzo 2009



Il titolo in borsa è ormai ai minimi storici dopo il calo di oltre il 5% nella seduta di venerdì ed ha raggiunto quota 0,28 Euro. L’azienda era in trattativa con vari gruppi per cedere alcune attività (attività inglesi di Tiscali UK), in particolare a Vodafone e a BskyB; ma le trattative si sono prolungate e ad oggi i compratori tanto interessati, a causa della crisi che ha colpito tutta Europa che ha causato un deterioramento di tale settore di mercato, sono spariti. Tiscali ha così convocato il Cda e oltre a valutare tale impossibilità di cedere le attività inglesi, sono stati analizzati i dati 2008 e la situazione finanziaria del gruppo e il consiglio ha deciso che redigerà un nuovo Piano Industriale e un collegato Piano Finanziario che dovrà permettere al gruppo di avviare una gestione che mira alla ristrutturazione dell’indebitamento ma che dovrà anche garantire l’equilibrio finanziario di lungo periodo.
Tiscali ha così preso una prima decisione importante di tale processo, ha deciso cioè di chiedere alle banche un periodo di sospensione del pagamento degli interessi con finalità di riuscire a raggiungere gli obiettivi del gruppo.
Tiscali, il cui fondatore Renato Soru ha ancora in mano il 25% del gruppo, ha un indebitamento bancario a lungo termine di circa 500 milioni di Euro nominali al 31.12.2008, che originariamente è stato sottoscritto da JP Morgan e da Intesa SanPaolo. I prossimi 11 e 13 marzo il gruppo sardo avrebbe dovuto restituire 11 milioni di Euro di interessi. Data di Cda ha deciso di rinviare la data di approvazione del progetto di bilancio al 27 marzo.
Reverberi Erica

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