La gestione del bailout di Cipro potrebbe far “deragliare” il lavoro di Mario Draghi?

La gestione del bailout di Cipro potrebbe far “deragliare” il lavoro di Mario Draghi?

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
19 marzo 2013



La frammentazione del mercato finanziario in Europa ha portato anche alla frammentazione della politica monetaria della Banca centrale europea. E’ questo l’avvertimento del presidente della Bce, Mario Draghi. Secondo le parole del numero uno della BCE, “come è noto gli effetti dirompenti della frammentazione del mercato finanziario unico hanno delle conseguenze tangibili, come ad esempio dei diversi costi di finanziamento per le banche. Questo ha portato ad una trasmissione uniforme di riduzione dei tassi di interesse verso le imprese e verso le famiglie in tutta l’area dell’euro. Per questo motivo, la BCE ha dovuto individuare quali sono gli strumenti politici più efficaci per la riparazione di queste riduzioni, pur rimanendo nell’ambito del suo mandato.

Draghi ha anche detto che la massima priorità della BCE rimane quella di migliorare la trasmissione della politica monetaria in tutta la zona euro.

Adesso ci si chiede se la gestione del piano di salvataggio di Cipro minaccia di far deragliare tutto il duro lavoro che è stato fatto in questi anni per far risalire il sentiment verso la zona euro dopo il nervosismo della Grecia e dopo che la Spagna e l’Italia avevano visto gli interessi dei titoli a 10 anni salire a livelli stratosferici. Secondo alcuni la storia di Cipro potrebbe essere un duro colpo alla fiducia verso la zona euro. I mercati globali hanno reagito negativamente alla notizia del salvataggio, che secondo alcuni è un “precedente preoccupante” per il comportamento futuro delle economie in difficoltà in zona euro. Non è la dimensione di Cipro che è importante, ma quello che rappresenta per tutti i depositanti della zona euro. Vedremo una corsa agli sportelli?

Gli analisti sostengono anche che i rischi del piano di salvataggio di Cipro non dovrebbero essere sopravvalutati, dato che certamente non saranno in grado di annullare il sentimento positivo verso la zona euro che si è visto nel corso degli ultimi sei mesi.

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