La legge Bersani sui mutui

La legge Bersani sui mutui
Redazione

Scritto da:
Redazione
Categoria:
Banche
Ultimo aggiornamento:
23 febbraio 2009



La crisi finanziaria di questi ultimi tempi ha colpito in maniera brusca anche le banche, le quali sono sempre più alla ricerca di liquidità e sempre più restie a erogare finanziamenti sia a breve che a medio/lungo termine. Sono quindi sempre più caute a concedere credito e se lo fanno, vogliono avere la massima redditività possibile.

Da più di un anno il decreto Bersani ha introdotto la portabilità dei mutui, cioè la possibilità di trasferire senza alcun costo a carico del cliente, il proprio finanziamento, da un istituto ad un altro; questo ha fatto sì che i mutuatari possano decidere di rivedere le loro condizioni del finanziamento in corso di ammortamento e trarne così notevoli vantaggi. A differenza però, le banche, a seguito dell’entrata in vigore di tale decreto, hanno perso la fidelizzazione del cliente: non hanno più infatti la certezza dopo la stipula del mutuo, di tenere stretto a sé un cliente per 15/20/30 anni. Proprio per questo le banche se concedono un mutuo, cercano di applicare spread elevati, e tale fenomeno si verifica in maniera più marcata oggi che i tassi base di mercato sono bassi.

Con il taglio di 50 punti base effettuato dalla Bce all’ 8 Gennaio 2009, i tassi d’interesse sono stati riportati al 2% che rappresenta il minimo storico degli ultimi anni, che si erano però già visti tra il 2003 e il 2005. Sicuramente tassi di riferimento allettanti per ricorrere ad un mutuo a tasso variabile, ma l’esperienza dell’innalzamento dei tassi degli ultimi anni deve essere di lezione per una seria e attenta valutazione della scelta di tale mutuo, per non farsi prendere di sorpresa da un possibile incremento dei tassi che si traduce in un incremento delle rate mensili per i mutuatari.

Reverberi Erica

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