La Lettonia ha il semaforo verde: sarà il 18esimo stato dell’euro

La Lettonia ha il semaforo verde: sarà il 18esimo stato dell’euro

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
4 giugno 2013



La Commissione europea darà alla Lettonia, già domani, il via libera per diventare il 18° stato membro della zona euro a partire dall’inizio del prossimo anno. Lo hanno fatto sapere i funzionari dell’Unione europea. L’esecutivo Ue pubblicherà una relazione sul fatto che il piccolo stato baltico soddisfa tutti i criteri per l’adesione alla moneta unica, ovvero una bassa inflazione, dei validi tassi di interesse a lungo termine, un tasso di cambio stabile e un basso rapporto tra debito pubblico e deficit.

La Lettonia, che ha subìto uno dei più duri programmi di austerità in Europa dopo la crisi del 2008 e del 2009, è finalmente riuscita a migliorare la sua economia e, oggi, a soddisfare tutti i requisiti. I politici europei sperano che l’adesione della Lettonia invierà un forte segnale di fiducia agli investitori sul fatto che, nonostante la crisi del debito che dura oramai da tre anni, la zona euro è destinata a crescere, invece che sciogliersi.

La Banca centrale europea pubblicherà il suo parere sul fatto che alla Lettonia dovrebbe essere consentito di aderire, ma è solo la Commissione Europea che ha il diritto finale di accettare o meno l’entrata del paese. L’adesione della Lettonia dovrà ottenere inoltre l’approvazione dei leader europei al vertice di fine giugno, con il Parlamento europeo che dovrà inoltre essere consultato e con l’adesione che, se tutto dovesse andare per il meglio, potrebbe divenire formale già da luglio.

Dopo la Lettonia, anche la Lituania è destinata a diventare un prossimo paese membro della zona euro, presumibilmente a partire dal 2015.

Per adottare la moneta unica, la Lettonia ha ridotto il suo deficit di bilancio al di sotto del massimale dell’UE del 3 per cento del prodotto interno lordo, portando il suo debito pubblico a circa il 41 per cento del PIL, ben al di sotto del massimale dell’UE che è del 60 per cento.

In bocca al lupo a questo nuovo stato, dunque.

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