La zona euro, il futuro alla luce delle ultime novità

La zona euro, il futuro alla luce delle ultime novità

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
11 maggio 2013



I benefici economici che la Germania sta avendo dalla situazione attuale impongono una moneta sopravvalutata di fatto sulla maggior parte degli altri paesi europei, cosa che ostacola le esportazioni del paese. Ma, per i casi come quelli della Spagna e della Grecia, l’austerità e lo squilibrio economico continentale hanno causato una forte depressione, con dei tassi di disoccupazione del 25% o più. Spesso le dure condizioni economiche compromettono anche la salute della popolazione.

Perché questi paesi tollerano la loro condizione? Qualsiasi nazione che si fosse ritirata dall’euro avrebbe sperimentato una massiccia inflazione e si pensa che l’inflazione, alla lunga, è un male maggiore di una grande depressione. La storia dimostra il contrario. I nazisti salirono al potere dopo una grave depressione, ma con un’inflazione non grandissima. Sono pochi i casi storici che hanno portato una massiccia inflazione a distruggere una società. Subito dopo la seconda guerra mondiale, il Giappone conobbe il 40% di inflazione, ma la sua economia è cresciuta e le esportazioni sono salite. Più di recente, il Brasile è emerso forte e sano, economico, da una grave iperinflazione.

Se l’Europa non rilassa questa austerità, la cosa potrebbe finire in lacrime e con l’inflazione che farà comunque da padrone. I cambiamenti politici in uno o più paesi europei potrebbero potrebbero all’uscita dello stesso dalla zona euro, con il risultato della sua dissoluzione.

In un altro scenario, la ripresa mondiale continuerà anche in assenza dell’Europa. Il forte aumento dei prezzi delle materie prime andrebbe a pesare su tutta Europa, esaltando gli effetti di austerità e aumento dei rischi di una fine della stessa. Anche la Germania potrebbe non essere immune dalla crisi. Verso la fine del 2000, prima della recessione, gli elementi essenziali, come il cibo, per i tedeschi aumentarono a tassi vicini al 7% all’anno. Tali numeri potrebbero anche portare la decisione tedesca di sciogliere l’euro.

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