L’euro entra nel mercato Bull, l’USD rimane morbido

L’euro entra nel mercato Bull, l’USD rimane morbido

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Analisi Valute
Ultimo aggiornamento:
18 ottobre 2013



I mercati del forex si muovono sopra le aspettative di un prolungato periodo di finanziamento a buon mercato. L’accordo degli Stati Uniti di aumentare il massimale del debito, alla fine, ha fermato l’arresto del governo americano, con i posti di lavoro del Regno Unito che hanno supportato la sterlina. Infine, una buona crescita del PIL in Cina ha contribuito a incrementare la propensione al rischio per tutta la settimana. La debolezza dell’USD è destinata a continuare.

Euro e GBP in uptrend

Il rischio legato alla coppia di valute EURUSD a quota 1.3695 è il più alto dal 2 febbraio. Il MACD a 12 e 26 giorni è tornato in positivo su un movimento brusco, l’RSI si è avvicinato ad una zona di ipercomprato. Al contesto attuale, gli occhi sono chiaramente sulla quota di 1.3711, con i commercianti che sono a caccia di opportunità di investimento al ribasso con delle mosse correttive. Il supporto chiave si trova a 1.3550 (DMA a 21 periodi) e rimarrà rialzista per la chiusura settimanale al di sopra di 1,3640.

Nel Regno Unito la settimana di eventi ha dato sostegno alla sterlina, GBP. Martedì scorso la lettura più alta del previsto dei prezzi al consumo è stata il primo catalizzatore rialzista, con GBPUSD che ha testato la resistenza a 1,6000. Mercoledì, invece, il calo inatteso dei reclami senza lavoro di settembre ha spinto il cable fino alla media mobile a 21 giorni. Infine l’accordo temporaneo del bilancio degli Stati Uniti ha innescato una salita di 250 pip il giovedì. Il rischio globale dell’ambiente e le speculazioni (quasi certezze) che la Fed non assottiglia il suo QE prima della fine dell’anno, oltre che le scommesse anti-Carney, dovrebbero mantenere la sterlina ben supportata contro USD, per il momento. La prossima settimana, la BoE rilascerà le minute di ottobre. Rimaniamo sul lato lungo del gioco per una chiusura settimanale al di sopra di 1,6070.

Breve nota sugli USA

Le conseguenze della transazione del bilancio degli Stati Uniti è giudicata troppo pesante per alleviare le pressioni al ribasso sull’USD. I libri paga non agricoli di settembre per gli USA ed i numeri della disoccupazione sono rinviati al 22 ottobre, con i commercianti che si aspettano dei dati di grande interesse che non sono rappresentativi dell’economia degli Stati Uniti di oggi, a parte i danni della chiusura del governo di 16 giorni. I danni già fatti in parte sono temporanei e uno scenario simile potrebbe tornare quanto prima all’inizio del prossimo anno, cosa che non mancherà di tenere la Fed in attesa per quanto riguarda l’uscita dal QE.

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