L’euro scende ancora contro il dollaro

L’euro scende ancora contro il dollaro

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
26 maggio 2012



L’euro è sceso vicino al minimo da due anni a questa parte contro il dollaro nella sessione di ieri, in seguito ai timori di un’uscita greca dalla zona euro stesso. Un motivo di più ricca per far preoccupare gli investitori viene dalla Spagna, dove la regione della Catalogna ha chiesto aiuto al governo centrale per rifinanziare il proprio debito. Le obbligazioni spagnole ed italiane sono state vendute, il prezzo delle azioni è caduto e i futures degli Stati Uniti sul petrolio greggio sono diventati negativi.

La notizia di ciò che è accaduto in Catalogna è un grosso problema, perché implica che il governo spagnolo potrebbe essere dover necessariamente assumersi altro debito, cosa che non può permettersi di fare. Sembra che tutti gli euro che siano stati acquistati devono essere rivenduti. Per ora, è tutta una questione di contagio.

La moneta comune ha perso il 5,5 per cento contro il dollaro e si trova ad affrontare la sua quarta settimana di seguito di perdite, perdendo solo questa settimana il 2,1 per cento e facendo registrare la sua peggiore performance settimanale da metà dicembre.

Secodo molti se effettivamente la Grecia dovesse abbandonare la zona euro, gli altri stati europei dovranno fare delle cose straordinarie per evitare che il contagio possa mettere fuori gioco anche Irlanda, Spagna e Portogallo in maniera piuttosto veloce. I greci voteranno di nuovo il prossimo 17 giugno, mentre i sondaggi mostrano una stretta gara tra i partiti che vogliono contrastare l’austerità delle misure di salvataggio che fanno parte dei termini internazionali di salvataggio del paese ellenico, cosa che tiene sulle spine i mercati.

Gli investitori sono anche preoccupati per la salute del settore settore bancario della Spagna, che potrebbe provocare un rallentamento profondo e dannoso nel l’area dell’euro, oltre alla mancata possibilità di creare delle misure di politica aggressive al fine di affrontare la crescente crisi del debito.

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