Lo scenario del default europeo visto anche dagli USA

Lo scenario del default europeo visto anche dagli USA

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
6 dicembre 2011



Per avere un’idea di quanto sia vulnerabile l’economia statunitense se l’euro dovesse fare crack, iniziamo a parlare del volume delle esportazioni degli Stati Uniti verso la zona euro, 153 miliardi di dollari nei primi sei mesi dell’anno. A questo bisogna aggiungere le diverse centinaia di miliardi di dollari in investimenti da parte delle banche degli Stati Uniti verso la zona euro, e un valore di diversi miliardi di dollari in altri contratti finanziari tra le due economie.

Mentre i leader europei si incontrano questa settimana per cercare di risolvere la crisi del debito e per prevenire la rottura della zona euro, i politici degli Stati Uniti, i leader aziendali e gli analisti finanziari stanno guardando con ansia.

L’alternativa potrebbe infatti essere sconcertante per l‘economia degli Stati Uniti. Le banche americane e altre aziende potrebbero trovarsi alle prese con un paese che dovesse lascerà ogni trattativa con l’euro. Il rischio è una paralisi, di proporzioni che non si immaginano.

Il vertice di questa settimana è l’ultimo di una lunga serie di riunioni convocate per affrontare i problemi della zona euro, che sono partiti dalla Grecia e che ora sono una vera e propria minaccia per l’Unione europea. Anche se la soluzione non è stata ancora trovata da due anni a questa parte, i funzionari europei insistono sul fatto che molto probabilmente si riuscirà ad evitare l’uscita di uno o più paesi.

Ma la costante erosione della fiducia nella leadership europea e il fallimento dei piani precedenti rende sempre più complesso credere in una soluzione definitiva. La Merkel e Sarkozy hanno detto che spingeranno per dei cambiamenti di vasta portata.

Gli analisti, intanto, stanno cercando di mettere in piedi diversi scenari. Un’uscita dalla Grecia potrebbe probabilmente essere la cosa che permetterebbe al resto della zona euro di non incorrere in un default globale. Le banche, imprese e investitori privati ​​hanno in un certo senso prevenuto questa possibilità disinvestendo dal sistema greco, liquidando gli investimenti e vendendo titoli greci. Reintrodurre la vecchia moneta, la dracma, renderebbe le esportazioni greche e gli investimenti economici più vantaggiosi per tutti, dando al paese la possibilità di risalire.

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