L’Ungheria declassata a Junk

L’Ungheria declassata a Junk

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
26 novembre 2011



L’Ungheria deve raddoppiare i suoi sforzi per ottenere gli aiuti da parte del Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca centrale, soprattutto dopo che Moody Investors Service ha tagliato il rating del debito del paese al grado junk. Il primo ministro Viktor Orban, che ha evitato di cercare fino allo scorso anno un prestito da parte del Fondo monetario internazionale, fino a quando il fiorino è sceso ad un livello record contro l’euro questo mese, potrebbe ora essere costretto ad accelerare i colloqui con il FMI al fine di rafforzare la fiducia degli investitori e dei gestori di fondi.

Il fiorino viene scambiato a quota 315 contro l’euro. La valuta ungherese ha perso il 16 per cento dal 30 giugno scorso, il che lo rende la valuta con la peggior prestazione al mondo. Il valore dei titoli a 10 anni è arrivato ad un rendimento superiore al 9 per cento, per la prima volta dal 2009.

La valuta dell’Ungheria e le sue obbligazioni sono sotto un attacco speculativo, il downgrade di Moody non è giustificato dato che le basi dell’economia sono solide. Sono queste le parole con cui il ministro dell’Economia Gyorgy Matolcsy ha accolto la decisione dell’agenzia di rating.

Il governo ora deve raggiungere un accordo con l’FMI su una linea di credito, ma l’Ungheria non ha intenzione di chiedere alcun aiuto e vuole continuare a finanziare in maniera automatica il debito. Il paese desidera avere una linea di credito flessibile.

La banca centrale probabilmente dovrà alzare il tasso di riferimento sui depositi, al 6,5 per cento, dal 6 per cento stabilito lo scorso 29 novembre.

L’Ungheria, che sta cercando di raggiungere un accordo con l’FMI, ha perso il suo rating dopo 15 anni di rischi. Il rating delle obbligazioni estere è stato tagliato a Ba1, con outlook negativo.

Secondo gli economisti, tuttavia, il downgrade è un segnale verso i politici che l’accordo con l’FMI non è un gioco e che le cose stanno andando male. Ecco dunque che secondo molti il ritmo dei negoziati con il FMI dovrebbe accelerare.

Lascia un Commento