Mercati Emergenti e aspettative deluse

Mercati Emergenti e aspettative deluse

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
29 agosto 2015



Quando si parla di BRIC si intende il gruppo di mercati emergenti ovvero Brasile, Russia, India e Cina. Molte scommesse sono state fatte su questi mercati e molte aspettative sono state deluse. Si tratta di paesi in via sviluppo che hanno avuto momenti fiorenti ma la loro situazione è rimasta più o meno stazionaria e a dir poco deludente.

La Russia e il Brasile risentono del crollo delle materie prime che hanno portato i due paesi ad affrontare una profonda recessione, invece la Cina è alle prese di una recente crisi finanziaria per il crollo delle sue azioni. Eppure c’è chi ha scommesso su questi paesi considerandoli come il motore della nuova economia.

La situazione attuale

Dopo i cinque anni di profitti realizzati con l’investimento in valute e in obbligazioni di questi paesi, adesso il valore della loro valuta è ai minimi storici ed anche il valore dei loro titoli rispetto ai titoli dei mercati sviluppati. Il crollo tra prezzi e utili è disarmante. Tutto ciò è dovuto anche all’aumento dei tassi d’interesse degli Stati Uniti.

I capi di stato in Cina e in Brasile hanno ridotto il livello degli utili del mercato azionario con il fine di ridurre l’indebitamento della Nazione e se molti fondi sono stati investiti in questi titoli, adesso il percorso è inverso. L’economia cinese rallenta a fronte di un aumento dei tassi d’interesse USA.

Si parla di due market mover che s’influenzano a vicenda e ciò comporta una serie di conseguenze. Il mercato cinese è il maggior importatore di materie prime e il loro prezzo è in dollari. Il dollaro si rafforza a causa della notizia sull’aumento dei tassi d’interesse. mercati-emergenti

Le materie prime risentono generalmente di una contrazione della domanda rispetto all’offerta. In questa situazione la domanda avrà ulteriori contrazioni a causa dell’aumento del valore del dollaro. Il Brasile e la Russia risentono invece del crollo dei prezzi del petrolio e la crisi economica ha portato ad un deprezzamento delle valute dei due paesi.

il problema fondamentale risulta essere un’eventuale reazione a catena dell’economia degli altri paesi con un temuto ribasso del PIL e dei consumi delle famiglie. Mentre Brasile e Russia si sono già trovati in situazioni di crisi, la vera preoccupazione si ha sulla Cina. Nelle ultime tre settimane sono stati riscattati notevoli quantità di dollari.

Il fallimento dei mercati emergenti

La natura del fallimento dei mercati emergenti non è dovuto a fattori economici ma ad incapacità politiche. Secondo alcuni economisti le decisioni politiche non hanno consentito di disinvestire capitali dai settori in perdita ai settori in fase di crescita. Indonesia e Turchia sono altri paesi su cui puntavano le speranze di molti investitori e che invece hanno visto aumentare la recessione.

Il tasso di crescita è basso di fronte all’espansione dell’economia. Il sistema politico di questi paesi non è riuscito a mediare tra gruppi d’interesse in competizione per favorire il bene comune. E’ facile pensare che un’economia è in crescita quando le cose vanno bene. Quando il mercato volge in maniera sfavorevole sono le decisioni politiche però che fanno la differenza.

Esse devono consentire la flessibilità nei momenti di crisi attraverso la distruzione di economie poco profittevoli e l’investimento in settori di successo. Non si tratta solo di una questione di incapacità ma anche di mancata volontà di abbattere la corruzione e di risolvere i conflitti sociali.

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