Merkel in Canada, elogi alla Grecia

Merkel in Canada, elogi alla Grecia

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
16 agosto 2012



La risposta dell’Europa alla crisi finanziaria degli ultimi due mesi, provocata in maniera principale da Grecia, Italia e Spagna, mira a riportare la fiducia degli investitori. Il cancelliere tedesco Angela Merkel, che si riunirà con il Primo Ministro canadese Stephen Harper a Ottawa esattamente oggi, farà sapere al Canada che l’Europa ha compiuto dei grandi progressi nell’affrontare la crisi dopo l’ultimo incontro del G20 del Messico, lo scorso mese di giugno.

Il messaggio che la Merkel ha per Harper va sulla scia di quello che ha detto il presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, lo scorso 2 agosto, giorno in cui ha reso noto la volontà della BCE di acquistare titoli di Stato dei paesi in difficoltà, al fine di poter far scendere gli oneri finanziari di Spagna ed Italia. I dettagli devono ancora essere approfonditi, ma nel frattempo le attese sono decisamente positive.

La questione cruciale rimane quella di Italia e Spagna, se i due paesi dovranno chiedere aiuto o meno. E’ molto difficile, per il momento, pensare che questi paesi possano tornare a vivere un ambiente sostenibile e stabile nei mercati finanziari, così l’aiuto internazionale sembra necessario. Di contro, il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha lasciato aperta la possibilità di chiedere alla BCE di acquistare obbligazioni sovrane. La Spagna qualche tempo fa ha cercato un piano di salvataggio europeo per le sue banche.

Nel frattempo anche dall’estero arrivano elogi per la Grecia, ma non solo. Gli USA hanno lodato, oltre al paese ellenico, anche Irlanda, Portogallo, Spagna e Italia, sostenendo anceh l’impegno dei leader europei a fare ciò che è necessario per difendere la zona euro. In particolare ci si riferisce alla crisi economica della Grecia, che si trova ormai al suo quinto anno, rallentata nel corso del secondo trimestre del 2012, con il prodotto interno lordo che si è ridotto del 6,2 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e del 6,5 per cento rispetto al primo trimestre, dei dati negativi ma meno delle attese.

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