Onde di Elliott, ci sono situazioni in cui non vale?

Il principio di Elliott è sempre valido ed è sempre vero. Naturalmente, una cosa è dire che i mercati seguiranno il principio delle onde e un’altra è prevedere il futuro andamento delle valute sulla base di tale conoscenza. E’ sempre una questione di probabilità. Una volta che abbiamo acquisito dell’esperienza, che avremo compreso tutte le norme e le linee guida di questo principio, possiamo iniziare ad usarlo per indagare sul futuro andamento delle valute.

Tali “indagini” devono essere molto accurate. Ci sono anche volte in cui si pensa che la probabilità che le valute andavano in una certa direzione era molto alta, magari per una certa formazione grafica. Il mercato in realtà è andato diversamente, e allora che cosa si fa?

Usare le onde di Elliott può venirci in aiuto. Ad esempio, siamo nella situazione di ritracciamento della terza onda. Dunque, siamo davanti alla quarta ondata, che non può superare il valore della prima onda. Se lo fa, allora non siamo davanti alla quarta onda. Conoscendo questo principio, possiamo avere una certezza in più. Un altro principio di base da sapere è che la terza onda non è mai la più breve, ma di solito è la più lunga.

Ma se c’è sempre un modello corretto, ed è solo una questione di saperlo riconscere, allora perché questo modello non garantisce dei livelli di precisione assolutamente elevati?

Sicuramente molto è dovuto alle difficoltà psicologiche, che possono essere un grande impedimento per molti. Una delle cose più difficili che bisogna imparare quando si utilizza Elliott è quella di credere a ciò che si vede.

Il mercato lascia sempre aperte tutte le possibilità, quindi quando si combinano la debolezza umana con un gioco di probabilità, il risultato è speso un errore nel giudizio.

Tuttavia, bisogna sottolineare che l’uso di Elliott ci garantisce dei risultati migliori rispetto a quello fatto con altri metodi.

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