Perché gli interventi della BCE potrebbero non portare a nulla di positivo, parte 2

Perché gli interventi della BCE potrebbero non portare a nulla di positivo, parte 2

Scritto da:
The Economist
Categoria:
BCE
Ultimo aggiornamento:
6 marzo 2012



La azioni della BCE sono riuscite fino ad ora ad alleviare le difficoltà in cui trovano le banche e a rimuovere la minaccia immediata di un’insolvenza a cascata in tutto il sistema bancario europeo. Ma hanno anche accumulato dei grossi problemi per il futuro. Per ottenere un finanziamento a buon mercato, le banche devono presentare una certa garanzia di qualità alla BCE. L’effetto è quello di diluire la qualità del proprio bilancio residuo, rendendo ancora più difficile ottenere finanziamenti. Come risultato, il sistema bancario europeo sta diventando sempre più dipendente della BCE.

Le regole impediscono alla BCE di acquistare direttamente titoli di Stato, cosa che la Banca d’Inghilterra invece fa tramite delle pratiche di quantitative easing. Per immettere denaro nel sistema, è quindi costretta ad agire in questa maniera, passando dalle banche. Il finanziamento a basso costo è in parte utilizzato dalle banche per acquistare titoli di stato ad alto rendimento, ma non solo. E’ difficile vedere come le banche europee possano acquistare delle obbligazioni di paesi potenzialmente insolventi al fine di ripristinare la fiducia nel sistema nel suo complesso.

La BCE, inoltre, mira anche ad effettuare dei trasferimenti fiscali tra i paesi, cosa che non può essere legittimamente concordata dai governi eletti ma tramite dei trasferimenti che vengono eseguiti tramite una autorità monetaria non eletta. Il compattamento fiscale non è, ad oggi, la soluzione ideale per poter risolvere la crisi, ma da alcuni è visto come una forma di dittatura economica che sembra condannare gran parte della periferia alla depressione permanente.

Al momento l’Europa non ha una strategia per la crescita costante in futuro, non ha nessuna strategia per migliorare la situazione dell’occupazione e, in verità, non ha ancora nessuna strategia concreta che possa salvare l’euro. Il progetto, secondo alcuni, è destinato a rompersi ancora di più, in modo irreparabile.

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