Perché la zona euro non è in deflazione?

Perché la zona euro non è in deflazione?

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
23 luglio 2013



Uno dei più grandi enigmi del mondo post-crisi finanziaria è perché la maggior parte della zona euro non soffra di deflazione, dato che la maggior parte delle economie si sono ridotte nel corso della crisi stessa. La produzione nazionale della Spagna è inferiore del 5% di quanto non fosse prima della crisi finanziaria, il Portogallo ha perso il 5,6%, l’Irlanda il 6%, l’Italia il 6,8% e la Grecia un enorme 20%.

La migliore di queste economie stanno soffrendo di una tra le recessioni più profonde all’interno del gruppi dei paesi sviluppati dopo la seconda guerra mondiale. I paesi peggiori stanno vivendo una depressione pari a quella del 1930. Eppure, a parte per l’Irlanda nel corso del 2009 e del 2010, l’inflazione è sempre rimasta positiva.

La deflazione è stato uno dei più grandi spauracchi per i responsabili delle politiche delle banche centrali. Prendendo spunto dall’economia del Giappone nel corso degli anni ’90, tormentata da deflazione cronica, il discorso del 2002 del presidente della Federal Reserve, Ben Bernanke, su come evitare la deflazione è stato un modello per le banche centrali che cercano di evitare questa trappola.

Da ogni punto di vista, la zona euro dovrebbe essere un ottimo candidato per vedere dei crolli in stile Giappone. Perché questo non accade?

Un recente documento di Nicolas Jegou e Anna Testas, che fanno parte di INSEE, l’ente nazionale francese delle statistiche, offre alcune spiegazioni. In primo luogo, c’è la questione degli aumenti fiscali con cui i governi hanno cercato di colmare le lacune del bilancio causate da un aumento dei costi del welfare e da un calo dei ricavi. Escludendo l’impatto delle imposte sul consumo, esse dovrebbero abbassare l’inflazione. Allo stesso tempo, la Spagna ha sofferto di un’inflazione tra le maggiori della zona euro. Poi c’è la questione di come le imprese hanno risposto alla caduta dei salari reali, con le aziende spagnole che hanno usato questo “movente” come opportunità per aumentare i margini.

Mario Draghi ha sottolineato che l’obiettivo di un’inflazione al 2% è simmetrico tra i vari paesi. Ma attenzione, dato che come il Giappone ha dimostrato, una volta che l’economia scivola in deflazione, qualunque siano le intenzioni dei politici, diventa difficile scrollarsela di dosso.

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