Polonia e zona euro: la distanza aumenta

Polonia e zona euro: la distanza aumenta

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
30 luglio 2013



La Polonia è uno degli ultimi “nuovi” membri dell’Unione Europea a ritardare la sua decisione di aderire alla moneta comune europea. Un altro è la Repubblica ceca. Il popolo polacco, più che il loro governo, sembrano molto scettici dell’idea, nonostante l’esperienza molto positiva della vicina Estonia dove l’economia ha accelerato dopo che la nazione si è unita alla moneta comune nel 2011. Eppure, la crisi del debito europeo e le principali dislocazioni nella zona euro spaventano la maggioranza dei polacchi.

Questa nazione dell’Europa centrale è stata l’unica in Europa ad avere una crescita del PIL nel corso del 2009, nel bel mezzo della profonda recessione in Europa. Alcuni economisti ritengono che mantenere la moneta polacca, lo zloty, è stato uno dei motivi per cui la Polonia è sfuggita alla crisi. Per quanto riguarda la popolazione polacca, l’euro è sempre più associato ai problemi finanziari piuttosto che visto come simbolo di prosperità.

Se si chiedesse al polacco medio cosa pensa della zona euro, egli molto probabilmente risponderebbe “aumento dei prezzi e la necessità di pagare i debiti degli altri”. A dirlo è Witold Orłowski, Membro del Consiglio economico del Primo Ministro. Orłowski aggiunto che il concetto di zona euro sembra molto distante anche a causa dei casi di fallimento che si sono avuti in passato, come quelli di Grecia o Cipro. Orłowski era ottimista sul fatto che la Polonia possa soddisfare i requisiti previsti dal Trattato di Maastricht per l’adesione al mercato moneta comune entro il 2015. Se però il paese sceglierà di farlo, questa è una storia completamente diversa.

Nel corso degli anni, infatti, la quota di polacchi che è favorevole all’adesione all’euro è sempre meno, in maniera particolare a causa della crisi economica che sta sconvolgendo la zona euro e dalla quale, come detto, la Polonia è sfuggita proprio per merito della sua moneta.

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