Polonia e zona euro: la distanza aumenta, parte 2

Polonia e zona euro: la distanza aumenta, parte 2

Scritto da:
The Economist
Categoria:
Economia mondiale
Ultimo aggiornamento:
1 agosto 2013



Abbiamo iniziato a parlare, nello scorso articolo, della sempre maggiore distanza che c’è tra la Polonia e la zona euro. I numeri infatti parlano decisamente chiaro e sono implacabili nel bocciare la volonta dei polacchi di entrare nella moneta unica.

Nel 2002, circa il 64% dei polacchi avevano detto che avrebbero accettato di sostituire lo zloty con l’euro. Nel 2011 tale percentuale è scesa al 32%, mentre nel 2012 erano solo il 25% i polacchi d’accordo con l’ingresso in euro. Purtroppo la continua incertezza sul futuro dell’euro è la spiegazione di questa caduta di percentuale. Un terzo dei polacchi intervistati, infatti, ritiene che la crisi finanziaria porterà ad un restringimento dell’economia o addirittura al collasso della zona euro. Tali timori non sono del tutto infondati, secondo alcuni leader di pensiero.

Si tratta effettivamente di uno degli esperimenti più rischiosi che il mondo abbia mai visto: la costruzione di una moneta comune su scala continentale senza una politica fiscale comune. I grossi difetti sistemici della zona euro sono stati eliminati o saranno eliminati, ma non si sa se ciò sia sufficiente a ricostruire la fiducia perduta. L’ingresso nella zona euro, per la Polonia, rimane l’obiettivo finale, anche se probabilmente non è una cattiva soluzione aspettare che siano finite le riforme che sono in corso. Il piano ufficiale del governo polacco è quello di aderire ad un certo punto tra il 2015 e il 2020. Il primo ministro polacco Donald Tusk ha ribadito lo scorso marzo che il governo è determinato ad aderire alla moneta comune (egli è un noto sostenitore dell’adesione alla zona euro) anche in considerazione del fatto che rimanere al di fuori di essa diminuisce l’influenza della Polonia come Stato all’interno dell’Unione europea.

L’ingresso della Polonia nella zona euro, in ogni caso, passa necessariamente attraverso le prossime elezioni politiche, come vedremo meglio nel corso del prossimo articolo.

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